Berlusconi: Monti accucciato ai piedi della Merkel

8 Gen 2013 21:51 - di Antonio Pannullo

Un Silvio Berlusconi a tutto campo è stato ospite della trasmissione “Otto e Mezzo” condotta da Lilli Gruber su La7. L’ex premier ha ribadito tutti i leit-motiv della sua storia politica, approfittando per chiarire e puntualizzare le vicende delle quali è stato protagonista, ribadendo in particolare che è quantomeno strano che una persona sia così negativa a attirare su di sé ben 63 procedimenti giudiziari. Berlusconi ha anche rivendicato i risultati del suo governo  rivendicando il fatto che da quando è ridisceso in campo, il Pdl è risalito nei sondaggi: dal 14 per cento al 21.  «Dobbiamo conquistare sette milioni di elettori, e pensiamo di essere in grado di farlo», ha detto commentando gli stessi sondaggi. Berlusconi ha chiarito che non sarà candidato premier, come stabilito con la Lega, e ha rilanciato l’idea di fare il ministro dell’Economia. E proprio sulla vicenda dello spread, sollecitato dalla conduttrice, Berlusconi ha insistito parecchio: i governi, ha sostenuto, in realtà non c’entrano con il variare del differenziale, lo spread è sceso perché si sono modificate le condizioni internazionali: «Quando mi sono dimesso pagavamo meno interessi di quanto ne abbiamo pagati in questo anno di governo tecnico». Parlando dell’Imu, Berlusconi, dopo aver scherzato sul fatto che ha pagato circa 300mila euro per le sue case, ha chiarito che l’Imu rimarrà solamente per le case di lusso (anche le prime case) e non per le altre. Per la condanna nella vicenda Mediaset, l’ex premier ha detto che è stato condannato dagli stessi giudici che lo condannarono nel 1994 dopo aver vinto le elezioni. Berlusconi comunque si è detto fiducioso nella Cassazione per la sentenza su Mondadori, quando fu condannato, ha ricordato il capo del Pdl, a pagare 564 milioni a De Benedetti, per un bene che vale 125 milioni di euro in Borsa.  Lilli Gruber gli ha ricordato che i leader Merkel e Sarkozy non lo hanno trattato molto bene e ciò ha dato l’occasione all’ex premier di dire chiaro e tondo che è stato il governo Monti ad accucciarsi ai loro piedi, non il governo Berlusconi. «Io ho tentato di tenere loro testa difendendo sempre e comunque in campo internazionale gli interessi dell’Italia contro i loro». Infine, parlando della sentenza che lo condanna a pagare duecentomila euro di alimenti alla sua ex moglie Veronica, ha detto che la cifra è stata decisa da «tre giudichesse comuniste e femministe».

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