La chiamavano Cgil
Società - di Redazione - 6 Maggio 2011 alle 19:14
Gruppi di studenti “organizzati” politicamente, militanti dei centri sociali pronti agli scontri con la polizia, dipietristi in bella mostra in piazza, esponenti sindacali con l’ossessione di Berlusconi, pugni chiusi e slogan contro il governo, binari ferroviari “okkupati”, parecchi momenti di tensione, Susanna Camusso che sembrava una leader di partito. O meglio, la leader dell’opposizione. E i lavoratori (più che altro gli iscritti alla Cgil) in posizione quasi defilata, da attori non protagonisti. Da Epifani alla Camusso il sindacato “rosso” si è ridotto a essere solo uno strumento di lotta politica, perdendo appeal e significato.
Leggi l’articolo sul Secolo del 7 maggio
di Redazione
Ultima notizia
Pazzo, non terrorista? L’attentatore di Modena verso la perizia psichiatrica. “Non sa perché lo ha fatto”
Cronaca - di Robert Perdicchi