Apple rivede al ribasso le stime sui ricavi, tonfo in Borsa. E trascina giù i mercati

giovedì 3 gennaio 19:14 - di Redazione
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La contrazione del mercato degli smartphone in Cina e l’annuncio di Apple di voler, di conseguenza, rivedere al ribasso le stime sui ricavi ha causato un mezzo terremoto finanziario e sta provocando una serie di conseguenze strettamente e disastrosamente connesse: le azioni del gigante tecnologico statunitense sono crollate arrivando a perdere il 9% poco dopo il suono della campana di apertura dei mercati azionari statunitensi con conseguenti forti perdite sulla Borsa di Wall Street.
L’indice Dow Jones ha ceduto il 2,60 per cento a 22.738 punti, il Nasdaq ha segnato -2,77 per cento a 6.482 punti.

“Può, il batter d’ali di una farfalla in Brasile, provocare un tornado in Texas?”, si domandava, 46 anni fa, il matematico e meteorologo statunitense Edward Norton Lorenz gettando le basi della teoria del caos che ora, a ben guardare, appare attualissima.

In una lettera agli investitori, il Ceo di Apple, Tim Cook, ha sottolineato che la contrazione del mercato degli smartphone in Cina è stata «particolarmente acuta» tanto che la domanda di Iphone sul mercato è andata declinando: «mentre il clima di crescente incertezza ha gravato sul mercato finanziario» della Cina, e «gli effetti si sono fatti sentire anche sui consumatori, con il calo delle presenze nei nostri negozi al dettaglio», ha ammesso Cook ipotizzando uno scenario simile anche per gli stessi competitor cinesi.

Da qui Apple ha tagliato le sue stime del Q1, il Quarter One, il primo trimestre, a 84 miliardi di dollari Usa, circa il 9 per cento in meno rispetto all’obiettivo previsto di circa 91,3 miliardi di dollari.

Nella lettera il Ceo di Apple ha evidenziato come «oltre il 100 per cento del calo delle nostre entrate mondiali su base annua si è verificato nella Grande Cina» e riguarda i dispositivi «iPhone, Mac e iPad».

Anche gli aggiornamenti ai nuovi modelli di iPhone sono stati «non così forti come pensavamo che sarebbero stati» ha aggiunto Cook che ha addotto tra i motivi della revisione delle stime sui ricavi anche gli aumenti dei prezzi derivanti da un dollaro Usa più forte e lo sconto notevole praticato per le sostituzioni di batterie iPhone.

Il Ceo di Apple ha parlato anche di una forte concorrenza da parte di molti rivali cinesi, tra cui Huawei e Xiaomi, i cui smartphone sono molto più economici degli iPhone.

I modelli top di gamma Apple, come iPhone XS Max, che sono stati rilasciati nell’autunno 2018 e venduti per oltre 1.000 dollari, sono molto più costosi della maggior parte dei telefoni cellulari prodotti in Cina venduti sul mercato locale.

Le correzioni apportate alle stime di Apple da parte dei suo manager hanno provocato, come detto, una serie di contraccolpi, soprattutto a livello borsistico, che si sono abbattuti sui listini del vecchio Continente partiti in perdita. Le Borse europee archiviano, alla fine, in rosso una giornata appesantita dalle notizie in arrivo dagli Usa: Milano, come Londra, ha tenuto la botta e recupera nel finale – l’indice Ftse Mib ha chiuso in perdita dello 0,61 per cento a 18.218 punti complici anche le forte tensione sui titoli di Stato italiani, lo spread risale a quota 275 punti base, rispetto ai 257 segnati in avvio – ma non così Parigi e Francoforte appesantite dai titoli dell’hi tech in scia al crollo di Apple.

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