Milano, l’ira delle maestre: «Troppi immigrati a scuola. Dateci i traduttori»

11 Ott 2018 10:27 - di Fortunata Cerri

«Vogliamo i traduttori». Le maestre milanesi stanche di non riuscire a comunicare con i genitori di bimbi stranieri che frequentano le scuole lanciano un appello al sindaco Beppe Sala. Chiedono la presenza di mediatori culturali o traduttori per facilitare i colloqui. Come riporta il Giornale, la raccolta firme è partita da un paio di giorni. «Negli ultimi cinque anni – denunciano nella petizione a Sala – si è registrato un considerevole aumento della concentrazione di bambini con famiglie non madrelingua e provenienti da altri Paesi che non comprendono e non parlano l’italiano in molti nidi e scuole della città, con percentuali che superano il 70% sul totale degli iscritti». In via Paravia, zona San Siro, o in via Monte Velino nella periferia Est del capoluogo le percentuali sfiorano addirittura il cento per cento, ma ci sono asili-ghetto sparsi in tutti i quartieri, dalla materna di via Imbonati e via degli Imbriani al nido di via Mompiani o Sant’Erlembando.

Le maestre a Sala, la petizione

«Le criticità – scrivono – si sono enormemente acutizzate mettendo in crisi i servizi e l’efficacia dell’azione educativo-pedagogica. La difficoltà nella comunicazione con i genitori e la poca conoscenza delle culture di provenienza delle famiglie da parte del personale che lavora nei Servizi educativi rende necessaria la presenza di traduttori-mediatori culturali». Figure che sono diventate indispensabili per poter comunicare con le famiglie non solo su questioni burocratiche, ma anche per verificare il rispetto degli obblighi vaccinali e per scambiare informazioni sul comportamento dei bimbi in aula.

In un passaggio della lettera le maestre e gli operatori scolastici attaccano la politica di pseudo-accoglienza portata avanti dalla giunta di centrosinistra. «La mancanza di questo indispensabile servizio nei Servizi all’infanzia delle nostre periferie – sottolineano le maestre milanesi – non è accettabile in una città come Milano che si dice aperta, multiculturale e accogliente». Sul caso riporta ancora il Giornale, è intervenuto anche il vicecapogruppo milanese di Forza Italia Alessandro De Chirico: «Il processo di educazione dei bimbi residenti a Milano è in costante declino. Ci sono scuole ghetto dove la percentuale di minori stranieri raggiunge il cento per cento e il Comune non è neanche in grado di mettere a disposizione delle mamme, spesso analfabete anche nella lingua d’origine, dei traduttori che spieghino i problemi di apprendimento dei figli. Per loro iscrivere i bimbi ai servizi di prescuola e doposcuola è come vincere alla lotteria».

Commenti

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  • Gio 11 Ottobre 2018

    chi li paga i traduttori ? Non con le mie tasse. Meglio rispedire a casa loro gli immigrati.