Quanti sono rom e sinti in Italia: il 43% ha la cittadinanza italiana, 1 su 2 è un minore

I numeri sulle popolazioni rom e sinti presenti in Italia arrivano dai rapporti annuali dell’Istat e dall’associazione 21 luglio.  Ebbene il primo dato che emerge è che i dati non sono certi: la cifra che viene fuori si riferisce a una popolazione tra i 120 e i 180mila cittadini, quasi tutti con passaporto Ue. Sono 148 le baraccopoli formali (cioè i campi gestiti dalle amministrazioni comunali) e in esse vive un 43% di persone che hanno la cittadinanza italiana. Qui sono insediati circa 16.400 abitanti, distribuiti in 87 comuni di 16 regioni. Altre 9600 persone vivono negli insediamenti informali. Il 55% della popolazione delle baraccopoli è costituita da minori.

Roma ha il primato di insediamenti di gruppi nomadi con 17 campi sul suo territorio. Gli apolidi sarebbero quasi 3mila e non possono essere espulsi in base a una convenzione delle Nazioni Unite sull’apolidia cui l’Italia ha aderito.  Come si vede chiaramente l’imprecisione dei dati su queste persone sta a dimostrare che l’idea di un censimento, o almeno di un monitoraggio,  è tutt’altro che ingiustificata e che sarebbe utile anche per far decollare i progetti di integrazione e scolarizzazione dei minori che finora sono rimasti sulla carta. Il ministro Salvini ha chiarito che non si tratta di “schedature” ma evidentemente c’è chi non vuole che emergano numeri certi sulle famiglie rom e sinti. Il tema è sempre lo stesso: ci sono fondi europei erogati per l’integrazione di queste popolazione. Che fine fanno? Come vengono spesi? Meglio gridare al “razzismo”, anche in questo caso, piuttosto che fare chiarezza.