Il martirio di Rolando Rivi, il 14enne torturato e assassinato dai partigiani

venerdì 13 aprile 20:13 - di Antonio Pannullo

Oggi si ricorda il martirio del seminarista quattordicenne Rolando Rivi, torturato, seviziato e infine assassinato da una banda di partigiani comunisti il 13 aprile 1945 nell’Appennino modenese, dopo essere stato rapito e rinchiuso in un casolare per tre giorni dove fu brutalmente picchiato. Era nato nel 1931 a Castellarano, in provincia di Reggio Emila, figlio di contadini cristiani. Si pensava che la sua giovane età lo avrebbe preservato dalle brutture della guerra civile, ma non fu così. In quel periodo i partigiani assassinarono numerosi uomini e donne di chiesa, e Rolando non fece eccezione, anche perché era talmente orgoglioso del suo abito talare da seminarista, che non se lo toglieva mai, malgrado fosse stato invitato a farlo. Intelligente, studioso ma anche vivace, a soli 11 anni maturò la sua vocazione al sacerdozio, emtrando in un seminario vicino Reggio Emilia. Nell’estate del 1944 il seninario fu occupato dai tedeschi, e Rolando dovette tornare a casa per proseguire gli studi, sempre portando il suo carissimo abito del seminario. Ma nel clima di odio di quei giorni contro i preti e i cristiani in genere, e data la località dove si trovava, il Triangolo della Morte, Rolando fu presto additato dai partigiani rossi e dapprima irriso per la sua tonaca nera, ma poi rapito mentre era in un boschetto a studiare, portato in un casolare, torturato per tre giorni e alla fine ucciso, malgrao alcuni partigiani si fossero detti contrari a quell’ennesima atrocità. Sul luogo del rapimenti lasciarono un biglietto” “Non cercatelo, Rolando viene un attimo con noi partigiani”. I genitori lo cercarono disperatamente e qualche giorno dopo fermarono una dei partigiani della zona per avere notizie del loro ragazzo. Il criminale disse che era stato proprio lui ad uccidrlo, e dette indicazioni per ritrovare la salma. I genitori insieme col parroco lo dissotterrarono, trovano il corpo pieno di lividi, ecchimosi, ferite e i due colpi mortali di pistola, una alla testa e uno al cuore. Alla fine della guerra civile, Rolando fu traslato nel cimitero di San Valentino, ma poiché la sua tomba era divnuta meta di pellegrinaggio, nel 1997 fu seoplto nella chiesa del paese. Quello di Rolando è uno dei pochi delitti partigiani che non rimase impunito: nel 1951 la corte di assise di Lucca condannò Giuseppe Corghi, che aveva materialmente sparato al ragazzo, e Delciso Rioli, comandante della brigata partigiana garibaldina “Dolo”, a 23 anni di reclusione, sentenza condannata in tutti i gradi, ma alla fine ne scontarono solo sei grazie all’intervenuta Amnistia Togliatti. Nel 2006 fu aperta la causa di canonizzazione per Rolando e nel 2013 ne fu riconosciuto il martirio. Fu anche allestita una mostr airtinerante sul suo sacrificio,ma persino questo pietoso ricordo e questa informazione storica fu boicottata dai partigiani, che sostennero che la mostra stessa infangava la memoria della resistenza…. Le visite didattiche vewnnero quindi sospese da chi ha paura della verità storica.

Commenti

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  • Bruno Bindi 17 novembre 2018

    pensavo che commentare questo periodo fosse per persone più mature e sagge ma purtroppo non è così, l’ignoranza è radicata in noi da generazioni e sempre in aumento

  • GIANCARLO.CHIOSSONE 9 novembre 2018

    QUANDO L’UMANITA’ CREDE DI RISOLVERE I PROBLEMI CON I FUCILI,MASCHERANDOSI,DA PARTIGIANI,POPULISTI,POTRIOTI,DITTATORI,CMUNISTI,LIBERALI,ECC HA PERSO LA STRADA GIUSTA. SOLO USANDO LA RAGIONE DEL VIVERE,LAVORANDO E PRODUCENDO RICHEZZA SI PUO’ TROVARE LA VIA GIUSTA PER UNA CIVILTA PROGRESISTA. DOVE LE FRONTIERE NON AVRANNO RAGIONE DI ESISTERE,LE RELIGIONI,POTRANNO ESSERE STUDIATE PER IL CONFRONTO SENZA PREAMBOLI. I POPOLI ESSERE UNITI PER CONOSCERE A FONDO TUTTI I MISTERI DELLA NATURA CHE POTRA FAR SORGERE LE VIE MAESTRE PER LA CONVIVENZA UNIVERSALE. NON E’ UTOPIA MA SPERANZA.

  • Cesare 7 novembre 2018

    Purtroppo, come in tutti i corpi, ci sono delinquenti che si riparano dietro le divise, ma ricordiamoci che la maggior parte dei partigiani hanno combattuto e sono morti per darci la libertà… Ma nello stesso tempo, mi dispiace per tutti quelli che hanno sofferto per mano di quei mostri vigliacchi, che invece di combattere i militari se la sono presa con gli indifesi!!! ..codardi!

  • Morris 7 novembre 2018

    Alcuni episodi “isolati” potrebbero anche essere motivati dal profondo clima di odio che, dopo l’Armistizio, innesco’ quella terrificante spedizione “punitiva” dei partigiani. Tra quelli ci furono CRIMINALI SANGUINARI (come i Nazisti) che Giustiziarono donne e bambini.

  • anonimo 7 novembre 2018

    Comunque , a parte crimini commessi in ogni dove e da ogni parte, oggi è merito anche di questi <> che possiamo parlare tranquillamente di tutto e non parlare tedesco ; mi sa che molti dimentichino la storia imparata a scuola sul ruolo dei partigiani e di chi si ribellò all’oppressione ed invasione nazifascista…… ma è molto più facile criticare senza ricordare…..

  • anonimo 7 novembre 2018

    Io credo,sia troppo facile condannare e criticare chicchessia, solo leggendo documenti e standosene comodamente seduti in un salotto o di fronte ad un Pc, magari ci fossimo trovati a vivere certe esperienze avremmo ragionato in altro modo , la brutture delle guerre ,indipendentemente da dove esse arrivino, andrebbero vissute sulla propria pelle per poter capire……meditate , meditate……..

  • adele covezzicovezziadele@ 6 novembre 2018

    mi spiace tantissimo per quel bellissimo ragazzino di sicuro se fu cosi’ fu un crimine tremendo !!Ricordiamoli tutti i crimini ricordiamo i ragazzin nascosti nei solai o tasselli come si diceva una volt, si nascondevano 1qragazzini dell’eta delmpiccolo prete persone spesso anche di chiesa purtroppo facevano la spia e questin ragazzini non ancora uomini venivano trucidAti da mani fasciste Ma come e brutta la guerra !!!!

  • Laura 4 novembre 2018

    se i partigiani erano delinquenti, cosa era Mussolini che ha provocato la guerra funesta, o cosa erano i firmatari delle leggi razziali? Quanti morti ha provocato il fascismo? I partigiani sono stati la reazione alle violenze, dall’omicidio Matteotti in poi.

    • raffaele 5 novembre 2018

      al di là di quello che ha fatto Mussolini, io penso che Lei abbia bisogno di redimersi…Lei, col suo commento, da ragione quindi ai partigiani nell’uccisione di un bambino di 14 anni, indifeso? quindi Lei da ragione a chi uccise la ghersi? ma cosa va dicendo?? o devo pensare che anche lei sia una criminale? difendere criminali che se la prendono cn persone inermi è sconcertante e denota la sua piu completa deficienza mentale……

      • Valerio 5 novembre 2018

        Laura hai bisogno di AIUTO… FATTI VEDERE DA UNO BRAVO.

    • ELENA 5 novembre 2018

      Non faccio distinzioni tra delinquenti Partigiani o Fascisti, quello che è certo è che trucidare un povero ragazzino non è giustificabile in nessun tipo di guerra, tutti hanno avuto delle responsabilità e commesso crimini sia da una parte che dall’altra.

      • Walter 12 novembre 2018

        Laura ha ragione anche se si poteva esprimere in modo piu’ completo. E’ ovvio che anche l’assassinio, dico ASSASSINIO, del ragazzino da parte del partigiano e di qualunque brutta cosa accaduta dal 1919 al 1945 va ascritta alla fine da chi ha scatenato IL MOSTRO dell’odio e della guerra, cioe’ da Mussolini e dal fascismo. Detto questo caro Valerio, quello bravo trovatelo tu, ma un saggio, un istruttore, un Seneca.

    • Zelea 7 novembre 2018

      Ignorante…non si uccide un seminarista per vendetta…tu non hai una vita agiata per le leggi razali, hai una vita agiata per le conquiste sociali che Mussolini ha ottenuto per i Lavoratori. Mussolini è stato vittima delle promesse della germania e ha pagato con la vita. Come mai prodi non è stato portato a Piazale Loreto?

  • Vittorio Romano zaccaria 18 aprile 2018

    Non mi meraviglio affatto, ho sempre saputo che la maggior parte dei partigiani erano delinquenti scappati dalle galere.

    • raffaele 5 novembre 2018

      ma nn dire c****** x dare ragione ai criminali partigiani, c*******

    • raffaele 5 novembre 2018

      scusa era per laura la risposta

  • Luciano 14 aprile 2018

    la storia scritta dai vincitori fa rabbrividire le realtà storica del dopo guerra

  • Marco 14 aprile 2018

    Come i titini esseri malvagi.

  • Andrea 13 aprile 2018

    Piccolo angelo chissà quanto hai sofferto . I crimini compiuti da alcune brigate partigiane comuniste sono numerosi e molti pretini [ così venivano affettuosamente chiamati i giovanissimi seminaristi ] vennero trucidati senza pietà.