In cattedra come in trincea. «Non consegno il cellulare»: alunno dà un pugno alla prof

Ci risiamo: uno studente ha colpito con un pugno al petto una professoressa, che poco prima aveva spintonato, rea – ai suoi occhi – di avergli chiesto di consegnare lo smartphone all’inizio della lezione. La notizia viene riferita oggi, in differita di una settimana, dal Corriere Fiorentino: apparentemente simile ad altre che l’hanno preceduta negli ultimi mesi, ha in realtà un elemento di novità di più: conferma e rinvigorisce lo sconcerto di famiglie, insegnanti e educatori in genere costretti a prendere una volta, ancora una volta, del fallimento educativo e dell’aggressività giovanile che stanno trasformando, ogni giorno di più, la scuola in una campo minato dove chi siede in cattedra è costretto a stare in trincea e dove un esercito sempre più numeroso e agguerrito di studenti, dimostra di entrare in aula armato di strafottenza e arroganza che sempre più spesso degenerano in prepotenza verbale e violenza fisica,

Alunni violenti, dà un pugno alla prof che ritira i cellulari

In base a quanto ricostruito dal racconto della prof e di chi ha assistito ai fatti, la docente ha ritirato i cellulari, chiedendo ai ragazzi di metterli sulla cattedra, come d’abitudine per evitare distrazioni durante la spiegazione; uno di loro, però, si è rifiutato di attenersi all’invito dell’insegnante ostentando il rifiuto a obbedire. L’insegnante si è avvicinata allora al banco per farsi consegnare il telefono, ed è a quel punto che il giovane avrebbe avuto la reazione violenta, spingendo la prof e sferrandole un pugno al petto. La classe si è ammutolita, attonita di fronte alla reazione inaspettata del compagno, e la professoressa, riuscita incredibilmente a mantenere la calma, ha continuato malgrado tutto a fare lezione. Solo alla fine, lasciata l’aula, ha avvisato i colleghi e chiamato il 118. Accompagnata quindi al pronto soccorso per un controllo, i sanitari le hanno diagnosticato una contusione toracica e prescritto qualche giorno di riposo. E di sicuro nell’arco di qualche giorno il dolore fisico passerà: ma lo sconcerto e la ferita morale non altrettanto. Il fatto, come è scontato immaginare,ha destato scalpore, e il preside ha convocato immediatamente un consiglio di classe straordinario.

La classe sgomenta, la prof continua a fare lezione

Per lo studente, intanto, è scattato il provvedimento disciplinare con 15 giorni di sospensione dalla scuola (senza frequenza) e l’obbligo di affrontare una serie di incontri con gli psicologi dello sportello di ascolto dell’istituto. «Nonostante la nostra scuola abbia un’utenza molto variegata e per certi tratti complessa, è la prima volta che capita un episodio di violenza», ha commentato il dirigente scolastico Osvaldo Di Cuffa riferendo che gli insegnanti hanno chiesto una sanzione che fosse da esempio per tutti. E non solo loro: «Anche gli studenti attendevano con apprensione la decisione del consiglio di classe: per loro è stato un fatto straordinario, sono rimasti spiazzati – ha aggiunto infatti il preside –. Il ragazzo che ha aggredito la professoressa ha alcune difficoltà di relazione, soprattutto nei confronti degli adulti, ma non è un bullo, non ha mai avuto comportamenti violenti prima dell’altro giorno». Una situazione delicata, insomma, in nome della quale l’insegnante ha deciso di non sporgere denuncia, confermando a chi glielo ha chiesto di non avere alcuna intenzione di farla: vorrebbe, piuttosto, incontrare la famiglia e il ragazzo.