Nigeriano arrostisce un cane nel centro d’accoglienza: «Da noi si fa così»

venerdì 16 febbraio 13:54 - DI Fortunata Cerri

Un nigeriano arrostisce un cane meticcio di media taglia, all’interno del centro di accoglienza. L’intenzione era quella di banchettare, insieme ad altri ospiti, con il cane, scuoiato per rimuoverne il pelo, cucinato e profumato con tanto di aromi. La macabra notizia arriva dal centro di accoglienza di Briatico, a Vibo Valentia, in Calabria. Come ricostruisce il Quotidiano del Sud, il proposito di banchettare con il cagnolino arrostito è fallito grazie a una volontaria di un’associazione animalista che ha assistito alla scena e ha chiamato i carabinieri. 

Nigeriano cucina alla brace un cane

Del giovane nigeriano si conoscono le iniziali, E.M., classe ’88. Pare sia dedito a queste orrende abitudini. Il giovane, di fronte alle domande dei militari dell’Arma arrivati al centro migranti, ha negato di aver ucciso volontariamente l’animale e si è giustificato dicendo che lo avrebbe trovato morto ai bordi della strada e così avrebbe deciso di cucinarlo alla brace, visto che si tratta di un piatto molto apprezzato in Nigeria. Secondo quanto scrive il Quotidiano del Sud, dopo i fatti il nigeriano sarebbe stato trasferito nel Cas per migranti di Nicotera, “allocato nel centralissimo Hotel Miragolfo”. Dove si spera non non faccia il bis.

Commenti

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  • aprilia48@yahoo.it 16 febbraio 2018

    Mi meraviglio di Penelope !!! Non sa’ che per volonta’ dell’attuale governo dovremmo prendere queste cose come in arricchimento culturale ?

  • Luisa Chiodini 16 febbraio 2018

    Vorrei chiedere a TUTTI i sinistronzi di questo Paese ed alla “sig.ra boldrini” in primis chi caspiterina abbiamo fatto entrare e chi continuiamo a mantenere ? Come può esser che non si riesca a fare un po’ di pulizia e di decenza? Basta, per favore, non è più possibile leggere di questi orrori. In Italia avevamo già tutti i delinquenti possibili ma non mi risulta che fossimo arrivati anche a tagliare a pezzi ragazze o a mangiare cani arrostiti. Ma vogliamo riflettere un po’?