L’allarme degli 007: «Attenzione agli hacker. Condizionano il voto»

martedì 20 febbraio 12:23 - DI Redazione
referendum

Occhio alle «campagne di influenza che, prendendo avvio con la diffusione online di informazioni trafugate mediante attacchi cyber, mirano a condizionare l’orientamento ed il sentimento delle opinioni pubbliche, specie allorquando queste ultime sono chiamate alle urne».  La relazione annuale dell’intelligence parla di «minaccia ibrida» e prevede un aumento di questo tipo di rischi, «specie in prossimità di passaggi cruciali per i sistemi democratici».

«La disamina degli “eventi cyber” avvenuti a livello internazionale nel 2017 «ha portato all’attenzione anche il filone delle campagne di influenza che, prendendo avvio con la diffusione online di informazioni trafugate mediante attacchi cyber, hanno mirato a condizionare l’orientamento ed il sentimento delle opinioni pubbliche, specie allorquando queste ultime sono state chiamate alle urne», spiega la relazione. «Tali campagne hanno dimostrato di saper sfruttare, con l’impiego di tecniche sofisticate e di ingenti risorse finanziarie, sia gli attributi fondanti delle democrazie liberali (dalle libertà civili agli strumenti tecnologici più avanzati), sia le divisioni politiche, economiche e sociali dei contesti d’interesse, con l’obiettivo di introdurre, all’interno degli stessi, elementi di destabilizzazione e di minarne la coesione».

Per quanto riguarda «la tipologia di attori ostili, anche nel 2017 ha trovato conferma il trend che vede nei gruppi hacktivisti la minaccia più rilevante in termini percentuali, con il 50% degli attacchi a fronte del 14% riferibili a gruppi di cyber-espionage. Entrambe le categorie hanno fatto registrare una flessione (rispettivamente, pari al -2% ed al -5%), a fronte di un aumento dei cosiddetti «’attori non meglio identificati», che si sono attestati al 36% delle incursioni cyber. Elevato si è mantenuto, infatti, il numero complessivo di eventi per i quali non è stato possibile disporre di elementi univoci in termini di attribuzione e che, pertanto, sono stati inseriti sotto tale categoria».

 

Commenti

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  • Giuseppe Forconi 22 febbraio 2018

    Gli stranieri che per colpa della sinistra hanno ottenuto la cittadinanza italiana, non dovrebbero avere diritto al voto se non almeno dopo 10 anni di corretta residenza nel Paese.

  • Giuseppe Forconi 22 febbraio 2018

    Soluzione…. l’obbligo del voto o multa di un centinaio di euro per chi non vota. l voto e’ un democratico dovere del popolo. Se tutti votassero non ci sarebbe poi il tizio che protesta perche’ e’ stato eletto chi non voleva lui. Poi portare l’eta’ del voto a 21 anni e non prima, la gioventu’ di oggi non s’interessa minimamente ai problemi dell’Italia o voterebbero senza avere idea del valore del voto.

  • minorizzo@tiscali.it 20 febbraio 2018

    Tutte c******, ognuno sa chi votare, i mentecatti che passano le giornate d’avanti ad uno schermo con la bocca aperta sono una esigua minoranza, quindi i perdenti non vadano in giro a dire che gli elettori sono stati influenzati da chissà chi.Piuttosto niente voto elettronico, quello si è manipolabile, al contrario col sistema attuale cartaceo, per imbrogliare, tutti i rappresentanti di lista presenti al seggio dovrebbero essere d’accordo il che non è possibile.