Cani e gatti sui treni? Una battaglia di sempre della Brambilla. Ecco come fare

In realtà, di cani e gatti sui treni si parla da anni: ma alla prova pratica, però, le difficoltà burocratiche e pratiche sono sempre troppe e i costi effettivi elevati se non improponibile, tanto da scoraggiare – a dispetto delle campagne pubblicitarie e della propaganda animalista contro l’abbandono dei nostri amici a quattrozampe – padroni e sostenitori dei diritti degli animali. Chi scrive ha un cane, e sa bene a quante e quali difficoltà si va incontro ogni volta che ci si prova a spostare in treno con un animale, a partire dall’insofferenza di molti dei passeggeri, casuali e spesso intolleranti compagni di viaggio. Quello che manca ancora, infatti, al di là di accordi e convenzioni, di provvedimenti e di concessioni, è una cultura animalista diffusa ad ampio raggio e ben radicata sul terreno sociale, in grado di rendere i diritti degli animali, e di chi li gestisce, una realtà assodata e non una pratica opinabile e facilmente criticabile. Un lavoro a cui da anni sta lavorando senza sosta la fondatrice e leader del Movimento Animalista, Michela Vittoria Brambilla che, tra campagne e azioni sul campo, nelle linee programmatiche di una forza politica che si definisce «liberale e riformista», unisce alle storiche battaglie per l’abolizione della caccia e il divieto di utilizzare gli animali nei circhi e nelle feste popolari; per la chiusura e la riconversione dei parchi zoologici e acquatici e a favore dello stop all’allevamento di specie da pelliccia, anche le nuove campagne a favore dell’inserimento degli animali domestici nello stato di famiglia e  per l’istituzione di un servizio veterinario pubblico. Quella della possibilità di far trasportare dai propri padroni cani e gatti in viaggio sui treni, per la Brambilla è una battaglia di sempre, vinta a più riprese.

Cani e gatti sui treni: saranno 250.000 entro la fine dell’anno

Ma tant’è, dati alla mano si scopre che, armati di guinzaglio, trasportino e “documento”, dall’inizio del 2017 sono stati trasportati sulle Frecce e sui treni Intercity di Trenitalia – di notte e di giorno – oltre 220.000 fra cani, gatti e altri animali domestici da compagnia. Di questi, circa 60.000 sono cani che hanno viaggiato a pagamento al guinzaglio (con l’obbligo di indossare la museruola). Gli altri 190.000 animali (cani di piccola taglia, gatti e altri animali domestici da compagnia) hanno viaggiato gratis nel trasportino, come da regolamento. E tra Natale e fine anno ci sarà un nuovo aumento di questi passeggeri pelosi, tanto che secondo le stime a fine 2017 saranno oltre 250.000 in totale gli animali che avranno viaggiato a bordo delle Frecce e degli Intercity di Trenitalia. È quanto emerge da un monitoraggio realizzato per l’Adnkronos Salute da Trenitalia, che ad agosto 2017 ha lanciato un’iniziativa “ad hoc” (prezzo simbolico di 5 euro per i cani, contro l’abbandono degli animali) registrando oltre 15.000 trasporti. Nella Penisola i viaggi «su rotaia» degli animali da compagnia, infatti, si concentrano nel periodo estivo (circa il 50% del totale). Ma anche durante le vacanze di Natale gli italiani amano portare con sé i loro amici a quattro zampe, «con un incremento del 50% dei ticket emessi rispetto alle giornate standard», fanno sapere da Trenitalia. Ma quali sono le regole per far salire in treno gli animali? Su www.trenitalia.com si legge che i cani di piccola taglia, i gatti ed altri piccoli animali domestici da compagnia (custoditi nell’apposito contenitore di dimensioni non superiori a 70x30x50) sono ammessi gratuitamente nella prima e nella seconda classe di tutte le categorie di treni e nei livelli di servizio Executive, Business, Premium e Standard. Attenzione, però: è ammesso un solo contenitore per ciascun viaggiatore.

Ecco come, dove e quando cani e gatti possono viaggiare

È inoltre consentito, per singolo viaggiatore, il trasporto di un cane di qualsiasi taglia, tenuto al guinzaglio e munito di museruola: sui treni Ic ed Icn sia in prima che in seconda classe; sui treni Frecciabianca, Frecciarossa e Frecciargento, in prima e seconda classe e nei livelli di servizio Business e Standard. Sono esclusi il livello di servizio Executive, Premium, l’Area del silenzio e i salottini; inoltre i pet sono ammessi sui treni regionali con esclusione dell’orario dalle 7 alle 9 del mattino dei giorni feriali dal lunedì al venerdì; nelle carrozze letto, nelle carrozze cuccette e nelle vetture Excelsior, per compartimenti acquistati per intero. In questi casi “per il trasporto del cane è necessario acquistare, contestualmente al biglietto dell’accompagnatore (di qualsiasi tipologia), un biglietto di seconda classe o livello standard al prezzo previsto per il treno utilizzato ridotto del 50% presso qualsiasi biglietteria o agenzia di viaggio abilitata (escluse le agenzie web), anche per i viaggi in prima classe e nel livello di servizio Business”. Cattive notizie per i pet rumorosi o non abituati a viaggiare. In nessun caso gli animali ammessi nelle carrozze possono occupare posti destinati ai viaggiatori e, qualora rechino disturbo agli altri viaggiatori, l’accompagnatore e il suo animale, su indicazione del personale del treno, sono tenuti ad occupare un altro posto eventualmente disponibile o a scendere dal treno. Nelle carrozza ristorante/bar non è consentito l’accesso agli animali, con l’eccezione solo per il cane guida dei non vedenti. Il cane guida, infatti, può viaggiare su tutti i treni gratuitamente senza alcun obbligo. Infine per il trasporto dei cani (escluso il cane guida dei non vedenti) è necessario avere il certificato di iscrizione all’anagrafe canina e il libretto sanitario (o, per i cani dei cittadini stranieri, il ‘passaporto del cane’ in sostituzione di entrambi i documenti) da esibire al personale di bordo. Se si viene trovati sprovvisti, si è soggetti a una multa e si deve scendere alla prima fermata.