Cani e gatti sui treni? Una battaglia di sempre della Brambilla. Ecco come fare

mercoledì 13 dicembre 15:38 - di Martino Della Costa

In realtà, di cani e gatti sui treni si parla da anni: ma alla prova pratica, però, le difficoltà burocratiche e pratiche sono sempre troppe e i costi effettivi elevati se non improponibile, tanto da scoraggiare – a dispetto delle campagne pubblicitarie e della propaganda animalista contro l’abbandono dei nostri amici a quattrozampe – padroni e sostenitori dei diritti degli animali. Chi scrive ha un cane, e sa bene a quante e quali difficoltà si va incontro ogni volta che ci si prova a spostare in treno con un animale, a partire dall’insofferenza di molti dei passeggeri, casuali e spesso intolleranti compagni di viaggio. Quello che manca ancora, infatti, al di là di accordi e convenzioni, di provvedimenti e di concessioni, è una cultura animalista diffusa ad ampio raggio e ben radicata sul terreno sociale, in grado di rendere i diritti degli animali, e di chi li gestisce, una realtà assodata e non una pratica opinabile e facilmente criticabile. Un lavoro a cui da anni sta lavorando senza sosta la fondatrice e leader del Movimento Animalista, Michela Vittoria Brambilla che, tra campagne e azioni sul campo, nelle linee programmatiche di una forza politica che si definisce «liberale e riformista», unisce alle storiche battaglie per l’abolizione della caccia e il divieto di utilizzare gli animali nei circhi e nelle feste popolari; per la chiusura e la riconversione dei parchi zoologici e acquatici e a favore dello stop all’allevamento di specie da pelliccia, anche le nuove campagne a favore dell’inserimento degli animali domestici nello stato di famiglia e  per l’istituzione di un servizio veterinario pubblico. Quella della possibilità di far trasportare dai propri padroni cani e gatti in viaggio sui treni, per la Brambilla è una battaglia di sempre, vinta a più riprese.

Cani e gatti sui treni: saranno 250.000 entro la fine dell’anno

Ma tant’è, dati alla mano si scopre che, armati di guinzaglio, trasportino e “documento”, dall’inizio del 2017 sono stati trasportati sulle Frecce e sui treni Intercity di Trenitalia – di notte e di giorno – oltre 220.000 fra cani, gatti e altri animali domestici da compagnia. Di questi, circa 60.000 sono cani che hanno viaggiato a pagamento al guinzaglio (con l’obbligo di indossare la museruola). Gli altri 190.000 animali (cani di piccola taglia, gatti e altri animali domestici da compagnia) hanno viaggiato gratis nel trasportino, come da regolamento. E tra Natale e fine anno ci sarà un nuovo aumento di questi passeggeri pelosi, tanto che secondo le stime a fine 2017 saranno oltre 250.000 in totale gli animali che avranno viaggiato a bordo delle Frecce e degli Intercity di Trenitalia. È quanto emerge da un monitoraggio realizzato per l’Adnkronos Salute da Trenitalia, che ad agosto 2017 ha lanciato un’iniziativa “ad hoc” (prezzo simbolico di 5 euro per i cani, contro l’abbandono degli animali) registrando oltre 15.000 trasporti. Nella Penisola i viaggi «su rotaia» degli animali da compagnia, infatti, si concentrano nel periodo estivo (circa il 50% del totale). Ma anche durante le vacanze di Natale gli italiani amano portare con sé i loro amici a quattro zampe, «con un incremento del 50% dei ticket emessi rispetto alle giornate standard», fanno sapere da Trenitalia. Ma quali sono le regole per far salire in treno gli animali? Su www.trenitalia.com si legge che i cani di piccola taglia, i gatti ed altri piccoli animali domestici da compagnia (custoditi nell’apposito contenitore di dimensioni non superiori a 70x30x50) sono ammessi gratuitamente nella prima e nella seconda classe di tutte le categorie di treni e nei livelli di servizio Executive, Business, Premium e Standard. Attenzione, però: è ammesso un solo contenitore per ciascun viaggiatore.

Ecco come, dove e quando cani e gatti possono viaggiare

È inoltre consentito, per singolo viaggiatore, il trasporto di un cane di qualsiasi taglia, tenuto al guinzaglio e munito di museruola: sui treni Ic ed Icn sia in prima che in seconda classe; sui treni Frecciabianca, Frecciarossa e Frecciargento, in prima e seconda classe e nei livelli di servizio Business e Standard. Sono esclusi il livello di servizio Executive, Premium, l’Area del silenzio e i salottini; inoltre i pet sono ammessi sui treni regionali con esclusione dell’orario dalle 7 alle 9 del mattino dei giorni feriali dal lunedì al venerdì; nelle carrozze letto, nelle carrozze cuccette e nelle vetture Excelsior, per compartimenti acquistati per intero. In questi casi “per il trasporto del cane è necessario acquistare, contestualmente al biglietto dell’accompagnatore (di qualsiasi tipologia), un biglietto di seconda classe o livello standard al prezzo previsto per il treno utilizzato ridotto del 50% presso qualsiasi biglietteria o agenzia di viaggio abilitata (escluse le agenzie web), anche per i viaggi in prima classe e nel livello di servizio Business”. Cattive notizie per i pet rumorosi o non abituati a viaggiare. In nessun caso gli animali ammessi nelle carrozze possono occupare posti destinati ai viaggiatori e, qualora rechino disturbo agli altri viaggiatori, l’accompagnatore e il suo animale, su indicazione del personale del treno, sono tenuti ad occupare un altro posto eventualmente disponibile o a scendere dal treno. Nelle carrozza ristorante/bar non è consentito l’accesso agli animali, con l’eccezione solo per il cane guida dei non vedenti. Il cane guida, infatti, può viaggiare su tutti i treni gratuitamente senza alcun obbligo. Infine per il trasporto dei cani (escluso il cane guida dei non vedenti) è necessario avere il certificato di iscrizione all’anagrafe canina e il libretto sanitario (o, per i cani dei cittadini stranieri, il ‘passaporto del cane’ in sostituzione di entrambi i documenti) da esibire al personale di bordo. Se si viene trovati sprovvisti, si è soggetti a una multa e si deve scendere alla prima fermata.

Commenti

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  • Marco 18 luglio 2018

    Come ci ha da tempo abituati l’ex ministro Brambilla, ecco che arriva puntuale l’ennesima battaglia politica di rara pochezza. Da amante degli animali trovo stucchevole questo grottesco animalismo da cartone animato.
    Il malinteso amore per “i nostri amici pelosetti” (no, sono semplicemente animali domestici) porta anche in questo caso a conseguenze insostenibili se sposato acriticamente e su larga scala.
    Si vuole viaggiare in treno in compagnia del proprio cane o del proprio gatto? Benissimo, che s’approntino appositi scompartimenti, evitando così d’arrecare ai “cuori di pietra” senza animali al seguito tutta una serie di disagi: dai rumori molesti al calo dell’igiene, passando per una drammatica riduzione dello spazio vitale.
    Mi chiedo quale sarà la prossima conquista di civiltà: gatti nelle saune e cani nelle scuole?