Bitcoin, la criptovaluta è un bluff, una moda, o un affare ancora poco in voga?

Bitcoin, c’è una sorta di alone di mistero che circonda la moneta virtuale: e un po’ per la scarsa conoscenza del fenomeno dichiarata dai più; un po’ per la complicata genesi e l’esclusiva applicazione, molto per la diffidenza generata da una sporadica informazione a riguardo, c’è chi grida alla truffa, vera e propria. Chi parla di miracolo, e chi ancora o ritiene quella dei bitcoin soltanto una moda passeggera o li considera un fuoco di paglia. Fatto sta che, da giorni, i Bitcoin sono frequentemente sulla bocca di tutti. Soprattutto dopo il debutto al Cboe Global Markets di Chicago, che ha fatto segnare subito un record: il prezzo di apertura di XBT è stato di 15.000 dollari

Bitcoin, bluff, inganno o vero affare?

Ma allora, ci si chiede con un velo di sospetto e con un pizzico di approvazione, come ha fatto una moneta creata non da uno stato sovrano ma da una rete di computer, e non controllabile da banche o governi, a vedere in soli due anni moltiplicare il suo valore, passando dai 200 euro agli oltre 10.000, sfiorando quasi la vetta dei 19.000? E ancora: c’è da fidarsi? Conviene davvero investire su questa criptovaluta? «In generale una valuta non deve avere una grande volatilità per essere un buono strumento di pagamento – spiega all’AdnKronos Nicola Borri, docente di Finanza alla Luiss – questo è di certo un punto a sfavore. Questo non cambia la sua natura potenzialmente rivoluzionaria, ma non c’è dubbio che sia in caso si usi il Bitcoin come forma di pagamento, sia che si pensi a un investimento, è rischioso. Il numero delle transazioni che viene effettuato ora con questa valuta è minimo e questo suggerisce che si tratta di uno strumento che andrebbe preso con sano scetticismo». E ancora: come spiega Luigi Laura, docente di Informatica alla Luiss in un articolo pubblicato su Luiss Open, di solito «la moneta viene stampata da uno stato sovrano, e le transazioni avvengono direttamente, mediante passaggio di contanti, oppure attraverso “intermediari fidati”: le banche, ad esempio facendo un bonifico. Nel caso del Bitcoin, a differenza delle valute tradizionali, la creazione delle monete è affidata a un algoritmo». A garantire la sicurezza e la trasparenza delle operazioni è la blockchain, una tecnologia che sfrutta appunto algoritmi crittografici sofisticati. Tecnologia che sta attirando l’attenzione sia dei grandi operatori della finanza che delle più grandi banche mondiali.