10 anni in Italia, pensione sociale per tutta la vita: gli immigrati “ringraziano”

Dieci anni di soggiorno in Italia, pensione sociale per tutta la vita. È la formula di una truffa ai danni dell’Inps scoperta dalla Guardia di Finanza e costata alle casse del nostro istituto previdenziale oltre 10 milioni. 

Le pensioni sociali elargite a tutti

Per ottenere l’assegno, che scatta a 65 anni e per chi si trova in situazioni di indigenza, in realtà, è richiesto l’obbligo di vivere in Italia. Ma molti stranieri hanno avuto gioco facile ad aggirare la prescrizione, riscuotendo così per anni un “vitalizio” non dovuto di 450 euro netti per 13 mensilità. I casi scoperti sono stati quasi 500, ma potrebbero essere solo la punta di un iceberg in cui lecito e illecito si confondono nelle pieghe della nostra burocrazia. E in cui l’Inps concede le pensioni sociali senza distinzioni: la cittadinanza non conta, l’assegno sociale viene erogato a italiani, comunitari, extracomunitari, rifugiati politici e apolidi. Ciò che conta è solo poter dimostrare di aver vissuto in Italia per dieci anni (ma prima del gennaio 2009 non serviva neanche questo) e di essere poveri. 

Dalla Romania pullmini organizzati per venire a incassare

C’è poi il requisito della residenza, quello su cui si sono concentrate le indagini della Gdf, che hanno fatto emergere numerose situazioni di stranieri tornati a vivere stabilmente nel loro Paese, senza però rinunciare al “diritto acquisito” della pensione sociale italiana. Tra le nazionalità, le più rappresentate sono quella albanese, quella marocchina e quella argentina. Non mancano comunque anche dei furbetti italiani, che vivono all’estero con in tasca l’assegno dell’Inps. Vi sono poi alcuni casi eclatanti, come quello di una coppia tunisina che non avrebbe mai abitato a Firenze, dove invece risultava residente, e che in compenso avrebbe movimentato capitali per 370mila euro verso il Principato di Monaco. O come quello dei viaggi organizzati per venire a riscuotere l’assegno: le Fiamme gialle hanno scoperto che alcuni assistiti Inps partivano dalla Romania con appositi pullmini, incassavano e poi tornavano al loro Paese.