È la settimana del rientro in classe. Ma la scuola nell’Aquilano è già rinviata

È la settimana del ritorno a scuola tra mille criticità che si addensano, ultima in ordine di tempo, la nuova scossa di terremoto in Abruzzo, che rende problematico l’avvio delle lezioni in molti istituti. Le vacanze finite per oltre 8 milioni di studenti e gli alunni delle scuole italiane si preparano a tornare sui banchi in base a un calendario – diffuso tramite Ordinanza dal ministero dell’Istruzione – che varia di regione in regione. I primi a rientrare in classe sono stati gli studenti della provincia di Bolzano lo scorso 5 settembre. Nel complesso però, da Nord a Sud, le lezioni riprenderanno tra l’11 e il 15 settembre. Il calendario subirà variazioni sostanziali: intanto, nell’Aquilano, per gli abitanti di Scurcola Marsicana e dei comuni della Marsica, a seguito della scossa di terremoto di magnitudo 3.7 la campanella è già slittata in data da definire.

Il terremoto in Abruzzo fa rinviare l’inizio

Oggi, lunedì 11 settembre, avrebbe dovuto iniziare proprio l’ Abruzzo, insieme a Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Provincia di Trento. Ma per l’Abruzzo e le zone terremotate erano state censite 824 scuole ancora non agibili solo due settimane fa. Le scosse delle ultime ore non sono certo un buon viatico. Vedremo cosa accadrà. Martedì 12 invece toccherà agli alunni di Lombardia (ad eccezione della scuola dell’infanzia, con inizio il 5 settembre) e Molise, cui seguiranno, mercoledì, quelli di Umbria e Veneto. Giovedì riapriranno gli istituti di Calabria, Campania, Liguria, Sardegna, Sicilia e Valle d’Aosta mentre gli studenti di Emilia Romagna, Lazio, Puglia, Marche e Toscana rientreranno a scuola per ultimi, il 15 settembre, maltempo permettendo. Gli auguri di buon lavoro della ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli lasciano il tempo che trovano perché il pensiero va immediatamente alle studentesse e agli studenti, bambini e personale scolastico delle aree del Centro Italia colpite dal sisma e di Ischia, a cui il Ministero ha detto che continuerà a garantire tutto il supporto necessario per ridurre al minimo i disagi. Vedremo in corso d’opera se alle prole seguiranno i fatti. Intanto mancano anche i supplenti e sull’anno scolastico aleggia lo spettro del rinnovo dei contratti.

Calendario delle festività

Tra tente incertezze, l’unica cosa certa è il calendario dell’anno scolastico 2017/2018, che prevede una serie di festività: tutte le domeniche; il primo novembre; l’8 dicembre; il 25 dicembre; il 26 dicembre; il primo gennaio; il 6 gennaio; il lunedì dopo Pasqua; il 25 aprile; il primo maggio; il 2 giugno; la festa del Santo Patrono. In generale, per le festività natalizie tutti (o quasi) gli istituti rimarranno chiusi tra il 23 dicembre e il 7 gennaio mentre per quelle pasquali l’interruzione delle lezioni è prevista tra il 29 marzo e il 3 aprile. L’anno scolastico, invece, si concluderà tra il 7 e il 15 giugno 2018. 

I numeri e le criticità 

Quest’anno sono oltre 8,6 milioni le ragazze e i ragazzi che tornano fra i banchi nella scuola statale e paritaria. In particolare gli alunni che nell’anno scolastico 2017-2018 frequenteranno le scuole statali sono 7.757.849, per un totale di 370.697 classi. Di questi, 948.900 frequenteranno la scuola dell’infanzia, 2.538.095 la scuola primaria, 1.637.535 la secondaria di I grado e 2.633.319 quella di II grado. Mancano i professori di matematica, i professori di chimica, gli insegnanti di sostegno in molti istituti e nelle zone terremotate erano state censite 824 scuole ancora non agibili. Ancora da completare gli organici dei docenti, alcune  cattedre sono ancora da assegnare, i presidi sono pochie spesso accorpati in vari istituti. ma la scuola inizia. “La nave va“. Vedremo dove.