La beffa, inizia l’anno scolastico ma manca tutto, anche le scuole

Carenza di organico e, di conseguenza, troppi alunni per classe (le famigerate classi-pollaio). Eccesso di aspiranti supplenti e, come paradosso, mancanza di professori di matematica e di sostegno. E ancora, stipendi dei docenti tra i più bassi d’Europa, istituti senza presidi e precarietà edilizia, soprattutto nelle zone colpite dal sisma dello scorso anno. A pochi giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico, i casi di ordinarie carenze e pressappochismi sono all’ordine del giorno. Sono numerose le criticità che affliggono il sistema scolastico italiano, afflitto da una ‘Buona Scuola’ (che è stato una mannaia) e da una gestione caotica del nuovo piano vaccini. Sta per iniziare l’anno scolastico più “sgarrupato” degli ultimi anni. Grazie alla “Buona scuola”, un nome che è una beffa, uno sfregio.

Scuola, il nodo irrisolto: le assunzioni

Il nodo centrale, anche quest’anno, resta quello delle assunzioni. E’ già, perché se anche nelle altre regioni italiane si dovesse confermare il trend di mancate immissioni in ruolo già registrato in Lombardia e in Emilia Romagna – ipotizza l’associazione sindacale Anief – rischiano di saltare tra le 15mila e le 20mila assunzioni a tempo indeterminato facenti capo alle quasi 52mila fissate dal Miur. In pratica, sfumerebbe un’assunzione su tre dei docenti precari, con il rischio di aggravare ancora una volta la ‘supplentite’ andando verso le 100mila supplenze annuali.

Zone terremotate: 824 scuole ancora non agibili

Altra criticità è rappresentata dalla precarietà edilizia. “I fondi del bilancio dello stato ci sono, i mutui contratti con la Banca europea pure”, spiega la Flc Cgil, “ma ad oggi la situazione di precarietà edilizia rimane, perché sono partiti solo parzialmente i bandi per l’utilizzo dei fondi da parte degli enti locali che hanno titolarità nella gestione delle scuole”. Precarietà ancora più visibile nelle zone del Centro Italia colpite dal terremoto del 24 agosto 2016 e dei mesi successivi dove, nonostante sia partito il piano per la ricostruzione da oltre 200milioni di euro, si registrano tuttora 824 strutture non agibili.

Caos assunzioni

Le assunzioni del personale docente restano, anche quest’anno, il nodo centrale. Sebbene a fine luglio sia stata firmata l’autorizzazione ad assumere 51.773 docenti, i sindacati lamentano che molte cattedre rimarranno scoperte per mancanza di professori. Alla scuola media mancheranno all’appello circa 1500 docenti di matematica mentre rimarranno vuoti circa 10mila posti di sostegno. Il motivo? Le graduatorie -sia GaE che GM – , sono rimaste senza aspiranti. Ma si tratta di candidati che, denuncia Anief, sono stati “congelati” dal Miur in quanto “quasi sempre presenti nelle graduatorie d’istituto”. Solo che – spiega l’associazione sindacale – chi amministra la scuola si è impuntato a tenerli bloccati e a sottoporli, con il nuovo reclutamento, a una nuova lunga tornata formativa che li porterà in cattedra non prima di diversi anni. Così la continuità didattica rimarrà un miraggio e si andrà pure a ingrossare il già alto numero di supplenze. E’ già, perché se si dovesse confermare il trend di mancate immissioni di ruolo già registrato in Lombardia ed Emilia Romagna – dove risultano appena 2.371 i docenti assunti a fronte dei posti di ruolo messi a disposizione dal Miur che erano 3.668 – le supplenze annuali aumenterebbero superando l’attuale soglia delle 90mila.

Edifici terremotati: 824 non possono aprire

A un anno dal terremoto che colpì il Centro Italia resta l’incognita sulle scuole attualmente agibili. Save the Children esprime preoccupazione per le criticità che i minori dovranno affrontare con l’avvio del nuovo anno scolastico. Stando agli ultimi dati a disposizione dell’Organizzazione, su 2409 edifici scolastici con più 84mila studenti e alunni iscritti solo 1585 sono stati dichiarati completamente agibili. Sarebbero, dunque,824 le strutture non agibili (delle quali 146 totalmente inagibili). Le cifre diffuse dalla Protezione civile sullo stato della ricostruzione post-terremoto confermano che il 34% delle scuole dove sono stati effettuati i sopralluoghi è risultato inagibile. Tuttavia, a metà luglio è partito il piano per la riapertura di 82 scuole del centro Italia distrutte o gravemente lesionate dalle scosse di terremoto. Il programma – basato su un investimento dello Stato stimato in circa 215,8 milioni di euro – prevede la ricostruzione di 50 edifici, l’adeguamento antisismico di altri 26 e infine il miglioramento e l’ampliamento per altre 6 strutture. Ma è tardi, la campanella sta per suonare. Lo si sapeva dalla fine dello scorso anno scolastico….