Dalla Capital Markets Union soldi alle imprese?

Come a tutti noto, la Presidenza del Consiglio dell’Unione Europea è assunta turno dagli Stati Membri dell’Unione Europea ogni sei mesi. Con il 1° gennaio 2007 ha avuto inizio la Presidenza maltese che si chiuderà, dunque, il 30 giugno 2017, per lasciare il posto alla Bulgaria.

Sul tavolo della Presidenza Maltese, i dossiers finanziari rappresentano uno degli argomenti caldi del semestre. Febbraio, in una fase di crisi ancora acuta di molti dei Paesi Membri, sembra trascorsa senza che la dovuta attenzione a tali dossiers da parte del Governo italiano, che invece dovrebbe prestare particolare attenzione, in primo luogo, proprio perché l’Italia lamenta da sempre uno scarso afflusso di liquidità dal settore finanziario a quello reale dell’economia.

Evidentemente le discussioni in materia sono, tuttavia, fortemente condizionate dal negoziato per la Brexit ma, comunque, le priorità in materia di servizi finanziari riguardano il completamento dell’unione bancaria (c.d. Banking Union), la revisione della direttiva in materia antiriciclaggio e lotta finanziamento del terrorismo, , l’avanzamento del negoziato in materia di recovery end solutions delle C.C.P (ovvero dei sistemi di compensazione e garanzia, che tuttavia, è bene precisare, da quanto è emerso dai primi incontri, non sembrerebbe essere una priorità dei maltesi) ed infine l’avanzamento del progetto relativo alla Capital Markets Unions,

In che cosa consistono esattamente i dossiers all’attenzione della Presidenza maltese ? Bene cominciamo con il progetto relativo alla Banking Union. A quanto è dato di sapere, l’attuale Presidenza intende concentrarsi sul cosiddetto terzo pilastro dell’unione bancaria, ovvero, sulle misure di riduzione e di condivisione del rischio, sulla possibile riforma della normativa in materia di risoluzione e liquidazione delle banche, nonché, sull’aggiornamento della normativa in materia di requisiti prudenziali. Nella sostanza, e per gli esperti in materia, si tratta della revisione delle direttive n 2014/59/UE, e n 2013/36/UE, e dei regolamenti n 575/2013 e n 806/2014.

Altra priorità del governo maltese è la modifica della quarta direttiva antiriciclaggio, attese le proposte lanciate nel mese di novembre 2016 dalla Commissione Europea. L’obiettivo, condiviso anche dalle autorità di Malta, è quello del rafforzamento del quadro normativo in materia di contrasto al riciclaggio di denaro ed al finanziamento del terrorismo.

Tradotte in parole povere, ci si deve attende una nuova ulteriore stretta sulla circolazione del contante.

Interessante appare, inoltre, l’esame del dossier che riguarda la capital market union (in breve CMU). Sul tappeto ci sono due importanti proposte di regolamento: uno, in materia di operazioni di cartolarizzazione, che ha come obiettivo quello di dettare una disciplina unica per le operazioni di cartolarizzazione, e l’altro sui fondi per il venture capital (regolamento n. 345/2013) e per l’imprenditoria sociale (regolamento 346/2013). Gli obbiettivi citati sono, a nostro parere, alla portata della Presidenza, ma, sinceramente, ci auguriamo che si voglia cogliere l’occasione offerta dall’Action Plain della commissione europea in materia di CMU.

Il piano, illustrato lo scorso 14 settembre, prevedeva, infatti, una serie di iniziative tese a potenziare i canali di finanziamento dell’innovazione per le start-up e le società non quotate, di facilitazione all’accesso ed alla raccolta di capitali, di misure di semplificazione le operazioni di tipo cross border ed a favore di investimenti a lungo termine in infrastrutture, nonché, cosa non da poco, il rafforzamento delle capacità delle banche a supporto degli investimenti.

Di tutto ciò il nostro Paese ha un enorme bisogno, atteso che il denaro non affluisce con l’intensità necessaria dalle Banche all’impresa ed una speranza immediata potrebbe essere data proprio dalle iniziative sopra ricordate e previste nel citato Action Plain.

Auspichiamo che il governo riesca a non perdere anche questo treno.