Latte, formaggi, yogurt, latticini, burro: ecco come controllare la provenienza

Arriva in Italia l’obbligo di inserire in etichetta l’origine dei prodotti lattiero-caseari. Dopo il via libera di Bruxelles a metà ottobre, infatti, il decreto che introduce il provvedimento è stato firmato. Tutti d’accordo, bisogna fare chiarezza. E indicare la provenienza di molti prodotti come latte, burro, yogurt, mozzarella, formaggi e latticini.

Le diciture utilizzate

Il provvedimento si applica al latte vaccino, ovicaprino, bufalino e di altra origine animale. Il latte o i suoi derivati dovranno avere obbligatoriamente indicata l’origine della materia prima sull’etichetta. in maniera chiara, visibile e facilmente leggibile. Le diciture utilizzate saranno le seguenti:

a) “Paese di mungitura: nome del Paese nel quale è stato munto il latte”;

b) “Paese di condizionamento o trasformazione: nome del Paese in cui il prodotto è stato condizionato o trasformato il latte”. 

Provenienza del latte: Italia, Ue o non Ue

Qualora il latte o il latte utilizzato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari, sia stato munto, confezionato e trasformato nello stesso Paese, l’indicazione di origine può essere assolta con l’utilizzo di una sola dicitura: ad esempio “Origine del latte: Italia”. Se le fasi di confezionamento e trasformazione avvengono nel territorio di più Paesi, diversi dall’Italia, possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: latte di Paesi Ue, se la mungitura avviene in uno o più Paesi europei; latte condizionato o trasformato in Paesi Ue, se queste fasi avvengono in uno o più Paesi europei. Se le operazioni avvengono al di fuori dell’ Unione europea, verrà usata la dicitura “Paesi non Ue”.

I prodotti esclusi dall’obbligo

Sono esclusi dall’obbligo di origine in etichetta solo i prodotti Dop e Igp che hanno già disciplinari relativi anche all’origine e il latte fresco già tracciato. «Con l’etichettatura di origine – afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo – si dice finalmente basta all’inganno del falso made in Italy, con tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti in Italia che sono stranieri, così come la metà delle mozzarelle fatte con latte o addirittura cagliate provenienti dall’estero». L’etichetta però resta ancora anonima per circa 1/3 della spesa – afferma Coldiretti – dai salumi ai succhi di frutta, dalla pasta al latte a lunga conservazione, dal concentrato di pomodoro ai sughi pronti fino alla carne di coniglio.