Erwin Rommel, il generale preferito di Hitler, fu sempre convinto anti-nazista

Erwin Rommel, di cui oggi ricorre l’anniversario della morte, era ed è certamente il generale tedesco più famoso nell’immaginario collettivo. La Volpe del Deserto, inoltre, era già popolarissima in Germania durante la guerra, soprattutto dopo le vittorie fulminanti in Africa del Nord con i suoi carri armati. Come gli appassionati di storia sanno, a Rommel fu data un’alternativa atroce: o essere degradato, espulso dall’esercito con disonore e poi probabilmente impiccato, oppure suicidarsi e mantenere la pensione per la moglie e avere un funerale con tutti gli onori dovuti. Rommel, in un atto estremo d’amore verso la famiglia, scelse quest’ultima alternativa. Tra l’altro, i due generali che andarono da lui a porgli l’alternativa, lo fecero davanti al figlio unico adolescente Manfred. Ebbe un funerale bellissimo, ma non si volle far tumulare a Berlino. Quella di Erwin Rommel è una tragedia nella tragedia del nazismo e nella tragedia della Seconda Guerra Mondiale. Nessuno seppe nulla della fine di Rommel, che ufficialmente era morto per le conseguenze delle ferite riportate in Normandia, fino alla fine della guerra, quando gli Alleati intervistarono la moglie Lucie Maria Mollin e il figlio Manfred, che poi diverrà apprezzato sindaco di Stoccarda nel partito conservatore tedesco. Ma perché Hitler decise di far fare quella fine a uno dei generali che più amava, il suo preferito, che gli aveva dato tante soddisfazioni? I motivi possono essere più di uno, e certamente non riconducibili a quella che ancora una volta è la versione ufficiale degli Alleati, ossia il fatto che Rommel fosse implicato nell’attentato al Fuherer perpetrato da von Stauffenberg. In realtà, neanche si sa con certezza se Rommel ne fosse a conoscenza, e certamente non vi ha avuto parte attiva, anche perché lui in quel periodo era un ammiratore di Hitler, anche se non aveva mai fatto parte del Partito nazista. I rapporti tra i due erano franchi, cordiali, di stima reciproca, e Rommel inoltre non avrebbe avuto alcun interesse a far fuori il Fuherer. I motivi, invece, vanno ricercati altrove: dopo le clamorose vittorie in Africa, Rommel fu mandato da Hitler in persona a difendere il Vallo Atlantico, ossia a difendere la Francia occupata dall’atteso sbarco alleato. Ora, il Vallo Atlantico era il sogno di Hitler, una barriera insormontabile che avrebbe difeso l’Europa dall’invasione. Ma era solo nella sua testa.

Rommel si suicidò con una capsula di cianuro

In realtà il Vallo non fu quasi nemmeno mai cominciato, perché mancavano gli uomini e i mezzi. Sì, era stata fatta qualche struttura, e sembra che in quel periodo in Europa non si trovassero più cemento e acciaio, perché qualsiasi risorsa veniva destinata a queste presuntuose fortificazioni. Però non bastava, tanto è vero poi che gli alleati alla fine passarono, se pur a prezzo di gravissime perdite. Rommel questo lo sapeva bene, e qualche giorno prima di essere ferito andò a dirlo al Hitler, che però forse non lo ascoltò o non lo volle ascoltare. Probabilmente Hitler rimproverò in qualche modo a Rommel di non aver saputo fare fronte allo sbarco in Normandia, o di non averlo saputo prevedere, non lo sapremo mai. Inoltre c’era il fatto che Rommel avesse proibito al figlio 16enne di arruolarsi nelle SS, non sappiamo se per timore oppure per contrarietà ideologica. Però, come detto, i due erano molto legati: Rommel nel 1937 comandava il battaglione addetto all’incolumità di Hitler, e nel 1939, all’invasione della Polonia, prestava servizio nel quartier generale del Fuherer. In quel periodo, e fino al 1941, Rommel comandava la VII divisione corazzata tedesca che rappresentava la punta di diamante del Terzo Reich sul fronte occidentale. Tanto che nel 1941 Hitler stesso lo mandò a dare man forte a Rodolfo Graziani in Libia per contrastare gli inglesi. Rommel con la sua Afrikakorps sbarcò in Nordafrica e si accinse a guadagnarsi il suo soprannome con una serie di offensiva contro i britannici. Rommel, anche con gli italiani, sconfisse i generali di Sua Maestà uno dopo l’altro, e lo stesso Churchill ammise davanti alla Camera dei Comuni di avere di fronte in Africa un «grande generale». Finalmente Londra individua un generale alla stessa altezza di Rommel, Montgomery, chiamato Monty dalle sue truppe, che riuscirà a piegare la Volpe del Deserto nell’ottobre del 1942 a El Alamein. Ma non lo piegò con la strategia e la tattica, almeno non solo, ma soprattutto con l’immensa superiorità di uomini e mezzi, che segnarono il tramonto definitivo dell’egemonia dell’Asse in Nordafrica. Ecco, forse questa sconfitta potrebbe essere un altro dei motivi del rancore di Hitler contro il suo generale preferito. Dopo, fu mandato in Normandia dove avvennero i fatti dianzi raccontati. Rommel si uccise con una pastiglia di cianuro, stabilendo però che i suoi funerali fossero fatti a Ulm e non a Berlino, funerali ai quali Hitler non partecipò. Rommel volle essere cremato e le sue ceneri sono ora nel piccolo cimitero di Herrlingen. Il figlio Manfred in seguitò raccontò che il padre non si era mai interessato di politica, e che essendo un soldato riteneva che il suo dovere fosse solo quello servire il governo del suo Paese, la Germania.