Giappone, il governo vara piano da 240 miliardi: uno stimolo all’economia

In Giappone l’hanno ben capito. L’austerity non è la ricetta giusta. E così il Parlamento giapponese ha approvato un piano di incentivi per l’economia da 28mila miliardi di yen, l’equivalente 240 miliardi di euro: l’obiettivo è quello di favorire l’espansione economica e allontanare definitivamente la spirale deflattiva che assilla il paese da quasi un ventennio. “Con questo provvedimento puntiamo non solo a stimolare la domanda nel breve termine – ha detto il premier Shinzo Abe alla giuda di un governo di destra-  ma intendiamo creare le condizioni per una crescita duratura e sostenibile, trainata dalla ripresa dei consumi, nell’ambito di una società vitale”. Un fiume di soldi per spronare l’economia del Giappone. Abe ha inoltre ribadito che verranno mantenuti gli obiettivi di consolidamento fiscale formulati precedentemente, in particolare trasformare l’avanzo primario in un surplus di bilancio entro il 2020. Il piano di stimolo comprende spese supplementari del governo e delle amministrazioni locali per un totale di 7.500 miliardi di yen, a cui potrebbero aggiungersi altri 4.000 mld in una manovra aggiuntiva entro l’anno fiscale in corso. Nella sessione supplementare della Dieta di metà settembre, inoltre, i legislatori approveranno in via definitiva il posticipo dell’incremento della tassa sui consumi all’ottobre 2019, dalla data iniziale dell’aprile 2017. A causa di regolamenti procedurali gran parte del pacchetto di stimolo approvato oggi verrà erogato tramite crediti d’imposta e piani di investimento distribuiti sul lungo termine. Tra i progetti di spesa, una parte ingente, pari a 1.700 miliardi, verrà destinata alla costruzione di infrastrutture che serviranno ad aumentare la redditività agricola e ad ampliare il flusso dei turisti nel paese; un importo di 2.500 miliardi verrà stanziato per espandere la disponibilità di centri per l’infanzia e le case di cura per gli anziani. Circa 600 miliardi di yen serviranno invece a fornire credito alle aziende penalizzate dall’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, mentre 2.700 miliardi verranno impiegati per opere di ricostruzione nelle zone colpite dal terremoto del marzo 2011, e per il più recente sisma nella prefettura di Kumamoto dello scorso aprile. “C’e’ il rischio di un rallentamento dell’economia come conseguenza del referendum sulla Brexit” – ha detto il ministro delle Finanze del Giappone Taro Aso, spiegando che è compito del governo assicurarsi che le aziende continuino ad avere accesso al credito per finanziarsi. Per incoraggiare i consumi, inoltre, il piano del governo prevede la distribuzione di 15.000 yen in contanti (130 euro) alle fasce di reddito più basse. Nel piano di incentivi all’economia è prevista anche un’accelerazione dei lavori del servizio Maglev a levitazione magnetica della tratta Tokyo-Osaka entro il 2045, e la realizzazione di nuovi collegamenti ferroviari ad alta velocità. Come conseguenza dei progetti di spesa l’esecutivo stima un aumento del Pil nella misura dell’1,3% nei prossimi anni. Gli economisti della Nikko Securities interpellati dall’Asahi Shimbum prevedono un rialzo di appena lo 0,4% per quest’anno fiscale e di una percentuale minore, lo 0,04%, l’anno successivo. L’approvazione del piano di stimolo del governo arriva a pochi giorni dalla manovra di politica monetaria decisa dalla Bank of Japan, giudicata dagli analisti poco incisiva, sollevando timori che l’istituto possa essere rimasto a corto di alternative. Ecco spiegato l’intervento del Parlamento. Ma loro sono il Giappone, mica l’Europa della Merkel.