Hiroshima, Kerry piange sul nucleare ma gli Usa hanno ben 7700 atomiche

Alamogordo: fu in questo deserto del Nuovo Messico che gli Stati Uniti fecero brillare la prima bomba atomica della storia, nel cosiddetto test Trinity: era il 16 luglio 1945, ma gli Usa lavoravano al progetto nucleare (Progetto Manhattan) fin dal 1939. Gli States furono i primi ad avere la bomba, i primi a sperimentarla e anche i primi – e finora gli unici – a utilizzarli contro popolazioni civili, il 6 e il 9 agosto 1945 a Hiroshima e Nagasaki, facendo oltre 200mila morti, tutti civili. Massacro in seguito al quale l’Imperatore del Giappone Hiro Hito decise di arrendersi per proteggere la sua popolazione da un massacro ancora più grande. E oggi il segretario di Stato americano John Kerry, al Parco della Pace di Hiroshima, diventa il più alto rappresentante di un’amministrazione Usa a visitare il Memoriale dedicato alle vittime della bomba atomica sganciata dagli Stati Uniti. Kerry è nella città nipponica per la riunione di due giorni dei ministri degli Esteri del G7. «Ognuno nel mondo dovrebbe vedere e sentire la forza di questo memoriale. È un crudele, duro e stringente monito non solo per i nostri doveri a porre fine alla minaccia delle armi nucleari, ma anche per ridedicare i nostri sforzi per scongiurare la guerra in sé: la guerra deve essere l’ultima risorsa, mai la prima scelta». Lo ha scritto il segretario di Stato americano nel libro degli ospiti del Museo dell’atomica del Parco della Pace di Hiroshima. «Questo memoriale ci obbliga tutti a raddoppiare gli sforzi per cambiare il mondo, trovare la pace e costruire un futuro tanto desiderato ovunque per i nostri cittadini», ha aggiunto Kerry nel suo messaggio. Il segretario di Stato ha visitato il Parco della Pace e deposto fiori al cenotafio dedicato alla memoria della vittime. Anche Philip Hammond e Jean-Marc Ayrault – rispettivamente a capo delle diplomazie di Regno Unito e Francia, le altre due potenze nucleari del G7 insieme agli Usa – si sono recati al Parco per la prima volta in oltre 70 anni nella veste di ministri degli Esteri dei rispettivi Paesi. A completare la storica visita, i ministri degli Esteri nipponico, Fumio Kishida, deputato di Hiroshima, di Germania, Italia e Canada, rispettivamente Frank-Walter Steinmeier, Paolo Gentiloni e Stephane Dion, e l’Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue Federica Mogherini.

Gli Usa sono l’unico Paese ad aver utilizzato l’atomica contro i civili

Tutti i leader dei Sette Grandi si sono poi recati al Duomo dell’Atomica, indossando le collane fatte con le gru di carta, diventate il simbolo anti-nucleare, riproducendo i colori delle bandiere dei singoli Stati. Quale unico Paese ad aver sofferto l’orrore distruttivo degli ordigni atomici, il Giappone è da anni impegnato in una campagna internazionale contro la non proliferazione e a favore del disarmo. Tuttavia, sentire queste parole di Kerry suscita più di una perplessità: gli Stati Uniti attualmente hanno negli arsenali circa 7700 ordigni atomici, superati solo dalla Russia, che ne ha 8500, la maggior parte delle quali però derivanti dalla politica imperialista della comunista Unione Sovietica. Le altre nazioni in possesso di armi nucleari sono Regno Unito, Francia, Cina (tre Paesi che insieme a Usa e Russia costituiscono i 5 membri permanenti del Consiglio di Sicureazza dell’Onu…), India Corea del Nord e Israele, anche se quest’ultimo Stato non ha mai confermato la circostanza. Però, malgrado siano pieno di bombe atomiche, i ministri degli Esteri del G7 spingono – ma solo a parole – per il processo di disarmo nucleare e condannano «nei termini più forti» i test su nucleare e missili della Corea del Nord: nel comunicato finale del vertice di Hiroshima, c’è poi la ovvia condanna per gli attacchi terroristici in Turchia, Belgio, Nigeria, Costa d’Avorio e Pakistan, e l’impegno ad adottare un piano d’azione al summit G7 di Ise-Shima a maggio. Infine, il segretario Kerry «certamente riferirà al presidente Barack Obama cosa ho visto e quanto importante» è visitare una città che ha sofferto la devastazione come quella della bomba atomica. «Quando dico ogni persona, intendo dire che chiunque dovrebbe visitare questo luogo, e mi auguro che un giorno il presidente degli Stati Uniti possa essere presente – ha detto Kerry in conferenza stampa-. Se mi chiedete se Obama sarà in grado di venire, non sono in condizioni di rispondere».