Il Monopoli compie 80 anni ma il suo successo è intramontabile

Il Monopoli (nome originario Monopoly),  il gioco da tavolo più famoso del mondo e il cui successo non è mai tramontato, ha festeggiato gli ottant’anni. Tradotto in 44 lingue, diffuso in 111 paesi, il Monopoli incorona vincitore chi riesce a concentrare nelle sue mani il controllo del mercato immobiliare. Secondo la versione ufficiale data dalla Hasbro, fabbrica che ne detiene il brevetto, il Monopoly fu progettato nel 1933 da Charles Darrow, un tecnico dei termosifoni disoccupato che arrotondava facendo il dog walker, il quale adottò per il suo gioco i nomi delle strade di Atlantic City dove trascorreva l’estate da bambino. Il Monopoly fu quindi brevettato nel 1935 e in soli due anni piazzò 2 milioni di scatole facendo la fortuna dei suoi inventori. Perché questo enorme successo? Edward Parker, pronipote del fondatore, citato nel libro di Mary PilonMonopoly Stories, fornirà anni dopo questa spiegazione: «Durante la Depressione, la gente non aveva soldi per andare a vedere degli spettacoli. Stava a casa e giocava a Monopoly. In qualche modo il gioco li faceva sentire più ricchi. Ma quello che ne alimentava le vendite era l’illusione di una vittoria individuale. Facendo leva sulla competitività di ciascuno. Spingeva ogni giocatore a dirsi: “Quello lì lo batto di sicuro”. Inoltre la gente ci può giocare senza impegnarsi troppo. Per allentare la tensione della vita quotidiana».

In Italia il Monopoli si adattò al clima del fascismo

La prima edizione estera fu quella inglese: per l’occasione le vie vennero ribattezzate con i nomi di celebri strade di Londra, una pratica che è rimasta da allora ogni volta che il gioco viene introdotto in un nuovo paese. In Italia il gioco si adattò al clima culturale del fascismo: i nomi delle strade erano quelli di Milano con qualche differenza rispetto ad oggi: il gruppo di terreni verdi erano rispettivamente “largo Littorio”, oggi “largo Augusto”, “via del Fascio”, l’attuale via Nirone a Milano, che nel gioco di oggi è diventata “via Roma”, e infine “corso Impero”.