Immigrazione, ora Renzi copia Salvini: «Bombardare i barconi? Si può fare»

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L’ipotesi di bombardare i barconi nel porto? «È un’ipotesi che è stata praticabile in Albania, sono tecniche militari, lo studio è pronto, noi siamo pronti a intervenire». Sull’immigrazione però «mi aspetto una risoluzione Onu complessiva, poi valuteremo». Lo afferma il premier Matteo Renzi al videoforum di Repubblica tv. «Affondare nei porti libici i barconi che poi trasporteranno gli immigrati significa fare un atto di guerra? Allora partiamo con l’atto di guerra», aveva detto qualche ora prima Salvini intervenendo al teatro Brancaccio a Roma. «Quando lo dicevamo noi, eravamo degli sciacalli…». Così, ai microfoni di Radio Padania, il leader della Lega ha commentato le parole di Renzi che si è detto possibilista sull’ipotesi di bombardare i barconi. «Mi dispiace – ha aggiunto Salvini – che Renzi arrivi tardi e male». Sui social network le ironie e i commenti sarcastici contro Renzi imperversano. «Cercasi benpensanti che diano del razzista a Renzi come hanno fatto con Salvini», ironizza qualcuno su Twitter.

Accogliere i barconi in mare? Per la Libia è una “stupidaggine”

Nei giorni scorsi la Libia ha bocciato ogni ipotesi di intervento europeo per distruggere sul suo suolo i barconi dei trafficanti di esseri umani: «Non ci hanno mai consultati, non accetteremo mai militari sul terreno», avverte l’ambasciatore libico all’Onu, rendendo più complicata la partita che si sta giocando in questi giorni al Consiglio di Sicurezza. L’unica alternativa per fermare il flusso dei migranti, sottolinea, è armare il governo di Tobruk, quello riconosciuto, per fargli riprendere il controllo di tutto il Paese. L’emergenza sbarchi, con il suo tragico carico di morte nel Mediterraneo, è arrivato al Palazzo di Vetro per la prima volta, con un rapporto del “ministro degli esteri” europeo, Federica Mogherini. L’Italia, che tra i Paesi europei è quello più esposto, da giorni è in pressing perché il Consiglio di Sicurezza “certifichi” l’esigenza di combattere gli scafisti. Tecnici e diplomatici europei sono al lavoro per mettere in piedi un piano con le possibili azioni di intervento, che potrebbero prevedere anche operazioni entro le acque interne libiche per l’arresto degli scafisti, il sequestro e la distruzione delle imbarcazioni sulla falsariga di quanto messo in atto con l’operazione Atalanta contro i pirati del Corno d’Africa. Questa opzione, però, oggi è stata respinta con forza dal Paese da cui partono gli scafisti, la Libia: «Non siamo stati nemmeno consultati», ha detto in un’intervista all’Ap l’ambasciatore al Palazzo di Vetro, Ibrahim Dabbashi, aggiungendo che l’idea di schierare più imbarcazioni al largo delle coste libiche (come Sinistra e libertà) per salvare i migranti è «totalmente stupida» perché incoraggerebbe ancora più migranti ad arrivare in Libia, rendendo più difficile il controllo da parte delle autorità locali. Perplessi anche sulla distruzione dei barconi, perché – ha affermato – sarebbe difficile distinguerli da altre imbarcazioni.  L’altolà di Tobruk, adesso, può costituire un grosso ostacolo al via libera dell’Onu alla guerra ai trafficanti.