Siria, raid israeliano contro un deposito di missili degli Hezbollah

Raid israeliano contro obiettivi militari siriani e di Hezbollah al confine tra Siria e Libano. A riferirlo è Al Jazeera, citata dai media israeliani, anche se non c’è stata ancora nessuna conferma ufficiale. Nel dettaglio, secondo fonti della tv araba, l’attacco avrebbe coinvolto due brigate dell’esercito siriano con armi strategiche e missili a lunga gittata.

Raid d’Israele contro Hezbollah

Dunque, l’aviazione israeliana avrebbe bombardato nella notte tra venerdì e sabato, basi siriane dove Hezbollah aveva in deposito missili a lunga gittata. L’episodio, rivelato da media arabi internazionali, non ha avuto per ora alcuna conferma in Israele, anche se è nota la posizione dello stato ebraico impegnato a prevenire il passaggio di armi a gruppi come Hezbollah. Secondo le informazioni diffuse, a essere colpite sarebbero state le basi della 155/a e 65/a brigate strategiche missilistiche siriane dislocate a Qalamoun, non distante dal confine tra la Siria e il Libano, a nord-ovest di Damasco. Residenti delle vicine città di Yabroud e Qarah, citate dalle stesse fonti, hanno riferito di aver sentito forti esplosioni. Non solo: secondo Al Arabiya, gli attacchi aerei della scorsa notte sono stati anche preceduti da un altro raid, avvenuto mercoledì, contro un convoglio dei miliziani sciti di Hezbollah che trasportava armi: durante l’operazione ci sarebbe stato almeno un morto. Haaretz cita anche un tweet dell’ex leader dell’opposizione siriana, Hadi al-Bahra, secondo il quale sarebbe stato attaccato il 92/o battaglione dell’esercito. Lo stesso quotidiano riporta un post su facebook dell’attivista di opposizione siriano Abu al-Hada al-Hemsi ,che parla appunto di «forti esplosioni sentite nell’area di al-Qutayfah vicino Qalamoun e provenienti dai magazzini del 92/o battaglione. Dalla natura di queste esplosioni è chiaro che sono stati aerei israeliani». Tuttavia, né l’esercito israeliano, né l’ufficio del primo ministro Benyamin Netanyahu, o il ministro della difesa, Moshè Yaalon, hanno commentato i fatti.

Aerei israeliani contro obiettivi militari: i precedenti

In passato, da quando è scoppiato il conflitto in Siria, i media internazionali hanno più volte riferito di attacchi da parte dell’aviazione israeliana contro obiettivi militari, inclusi depositi di armi ritenuti per gli Hezbollah. Nonostante Israele abbia ufficialmente mantenuto una posizione di neutralità nel conflitto – ha rilevato Ynet – il più recente attacco è stato segnalato nel gennaio scorso, quando un comandante delle milizie scite, Jihad Mughniyeh, figlio del terrorista libanese Imad Mughniyah, è stato ucciso insieme ad altri combattenti Hezbollah ed a un comandante anziano delle Guardie Rivoluzionarie dell’Iran. Un mese prima, nel dicembre 2014, aerei israeliani avrebbero colpito depositi di armi vicino Damasco. Israele, però, non ha mai confermato nessuno degli attacchi riportati. L’ultimo incidente dichiarato è avvenuto lo scorso dicembre nella zona di Har Dov (le Fattorie Shebaa), al confine con Libano e Siria, quando un missile anticarro ha centrato un veicolo dell’esercito israeliano provocando la morte di due soldati e il ferimento di altri. Israele ha risposto con colpi di artiglieria che hanno raggiunto numerosi obiettivi nel sud del Libano, causando la morte di un soldato spagnolo dell’Unifil, la forza di interposizione dell’Onu nell’area.