Milano, ora a Palazzo di Giustizia c’è la fila per i controlli…

Saranno omicidio plurimo premeditato, tentato omicidio e lesioni gravi le accuse formulate dalla procura di Brescia a carico di Claudio Giardiello, l’imprenditore che ha ucciso tre persone e ne ha ferite altre due al Palazzo di Giustizia di Milano. I magistrati si sono invece riservati di valutare in un secondo momento le eventuali responsabilità nelle falle del sistema di sicurezza del tribunale. Da ambienti giudiziari, però, è trapelata la notizia per cui allo stato attuale delle indagini non emergerebbero elementi di rilievo penale.

Lunedì interrogatorio e autopsie

L’interrogatorio di convalida di Giardiello è fissato per lunedì 13 aprile, mentre i carabinieri di Milano, su incarico del procuratore di Brescia, Tommaso Buonanno, indagano per ricostruire esattamente quanto è accaduto a Palazzo di Giustizia. E sempre lunedì si terranno le autopsie delle tre vittime, il giudice Fernando Ciampi, l’avvocato Lorenzo Claris Appiani e l’imprenditore Giorgio Erba, che era coimputato di Giardiello nel processo per bancarotta.

File agli ingressi del tribunale di Milano

E, in attesa di verificare cosa sia successo al sistema di sicurezza, a Palazzo di Giustizia sono stati rafforzati i controlli agli ingressi. In via Manara, dove si trova l’accesso attraverso il quale sarebbe passato Giardiello mostrando un tesserino da avvocato falso, si può accedere esibendo tesserini se si è magistrati, avvocati o personale amministrativo, ma i controlli sono più rigorosi e c’è anche un carabiniere che staziona assieme alle guardie della vigilanza privata. Anche all’entrata principale di corso di Porta Vittoria, dove c’è l’ingresso con metal detector riservato al pubblico, i controlli sono più stringenti e si è creata una lunga fila su tutta la scalinata. Stesse scene anche in via San Barnaba e in via Freguglia, dove si trovano sia un altro ingresso per il pubblico, dotato di metal detector, sia uno per gli operatori e per il personale del tribunale dotati di tesserino. «È tutto normale, i controlli procedono come sempre», ha spiegato una guardia privata in uno degli ingressi. Secondo un rappresentante dei vertici degli uffici giudiziari, però, i controlli sono più stringenti del solito.