Allarme Expo: mille anarchici pronti a mettere a ferro e fuoco Milano

Un migliaio di anarchici e casseur italiani ma anche francesi, tedeschi, spagnoli, greci, svizzeri e inglesi, molti dei quali già a Milano: è il “blocco” che più preoccupa le forze di polizia in vista del corteo previsto per il primo maggio in occasione dell’apertura di Expo. Nel mirino del blocco, che potrebbe muoversi anche prima del corteo con azioni diverse e sincronizzate, dicono le ultime informazioni di 007 e antiterrorismo le stesse forze di polizia, le istituzioni finanziarie e i luoghi simbolo di Milano.

Expo, gli 007: un migliaio di anarchici e casseur pronti alla battaglia

La maggioranza dei mille soggetti considerati “molto pericolosi” dagli esperti, sono già a Milano: si tratta di stranieri arrivati in Italia anche una quindicina di giorni fa, hanno beneficiato dell’appoggio logistico messo a disposizione dalla “rete” anarchica in tutta Italia e solo negli ultimi due, tre giorni, hanno raggiunto la città. Con loro anche italiani: i milanesi padroni di casa ma anche torinesi e anarchici di Firenze, Napoli, Roma.  Sono attesi a Milano altri casseur, provenienti soprattutto da Gran Bretagna e Svizzera.

La mobilitazione è stata decisa in Francia

Una mobilitazione che è stata decisa mesi fa in diverse riunioni, tenutesi soprattutto in Francia, alle quali hanno partecipato anche i “capi” di Milano. Allo stato, la preoccupazione maggiore non riguarda l’area dove si terrà l’Expo ma il centro cittadino: è qui che, secondo gli analisti, si concentreranno le azioni degli anarchici. Le ultime informazioni raccolte dagli specialisti dicono che su questo però non c’è ancora una decisione definitiva: alcuni vorrebbero organizzare all’interno del corteo stesso – nel quale ci saranno anche 6-8mila antagonisti secondo le ultime stime – uno spezzone ben visibile, pronto a separarsi dal resto della manifestazione ed entrare in azione. Ovviamente scontrandosi con le forze dell’ordine che rappresentano uno degli obiettivi da colpire.

Si temono azioni  violente nel centro di Milano

Altri invece spingerebbero per il modello Francoforte: azioni isolate e sincronizzate in diversi contesti, anche prima della partenza del corteo. In questo caso a essere prese di mira sarebbero ancora una volta le forze di polizia ma anche le istituzioni finanziarie, Consob e Borsa su tutte, le banche, le rappresentanze dell’Unione Europea, i luoghi simbolo di Milano. Le azioni preventive dei giorni scorsi hanno rallentato e probabilmente costretto gli anarchici a cambiare i progetti ma, dicono 007 e antiterrorismo, non certo a cancellarli. Ad alimentare la preoccupazione c’è poi un ulteriore elemento: «Non c’è – dicono fonti qualificate – una gestione unitaria e verticistica del corteo, non c’è chi possa parlare a nome di tutti». E questo significa che non c’è nessuno che ha la leadership della piazza né tantomeno qualcuno che possa arginare le mosse di gruppi decisi allo scontro.