Salvini: “Se vinciamo in Liguria, Renzi va a casa. A sinistra solo porcherie”

«Qui in teatro c’è la Genova democratica, quella che lavora e non gira col volto coperto. Gli squadristi sono fuori da questo teatro, non dentro». Esordisce con queste parole il segretario della Lega Matteo Salvini dal Teatro dei Giovani dove ha tenuto il suo comizio per Edoardo Rixi, vicesegretario federale del partito del Carroccio e candidato alla presidenza della Regione Liguria. Una frase chiara in risposta a un tweet della candidata del Pd Raffaella Paita che ha avuto il coraggio di agotare il solito il pericolo fascista che Salvini incarnerebbe. Ma ad interessare Salvini non sono le chiacchiere ma  le prospettive politiche ce le regionali in Liguria potrebbero aprire.

Salvini: «Se vinciamo Renzi va a casa»

«Quella della Liguria non è una battaglia locale. Oggi Renzi si sente come un imperatore che decide sulla vita e sulla morte di 60 milioni di sudditi. Se vinciamo e gli portiamo via la Liguria con lo strapotere delle Coop e dei sindacati, un’ora dopo Renzi si dimette e va a casa e noi governiamo l’Italia». La Liguria è una regione simbolo, ha proseguito Salvini, «è l’esempio dello strapotere della sinistra che qui ha fatto le peggiori porcherie perché tanto il voto è clientelare. Noi vogliamo liberare le energie pulite di questa terra. La sinistra e il Pd – ha aggiunto Salvini – ritengono Genova e la Liguria come una cosa loro. Possono combinarne di tutti i colori ma tanto pensano di rivincere perché sanno che i voti sono delle clientele: apro la coop, ti assumo il cugino, il sindacato, il porto», afferma con il suo fare diretto e fuor di metafora.

Con Forza Italia per vincere

«In Liguria abbiamo una squadra forte, siamo qui per vincere, siamo aperti a chiunque voglia stare con noi, non solo con Forza Italia. Ma non stiamo con il Nuovo Centrodestra che governa con Renzi. Se vogliamo costruire un’alternativa al governo di Burlando, non possiamo farlo con chi governa con Renzi», afferma dal palco aggiungendo che«a  Berlusconi abbiamo presentato il nostro progetto e il nostro candidato». Da Fi, dice, arrivano «segnali positivi». Poi accennando alla querelle con Flavio Tosi spiega all platea che in Veneto Zaia non si tocca. «Non ci sono problemi di numeri per i gruppi in Parlamento, non è questione che ci preoccupa puntualizza riguardo alla eventuale uscita di parlamentari dal Carroccio a seguito di una rottura col sindaco di Verona Tosi. «Non siamo una caserma, non spingo nessuno a fare qualcosa contro voglia. Chi mette in discussione Zaia si accomoda fuori dalla Lega. In Veneto vinciamo per quello che abbiamo fatto. Non faccio come Renzi che va a cercare tizio e caio e si esalta se fa campagna acquisti».