Nella rossa Bologna “peluche” vietati negli asili: genitori inferociti

Ora anche i peluche sono off limits: «Da qualche giorno i bambini della scuola dell’infanzia Arcoguidi Pace di Bologna non possono più portare i loro pupazzi di peluche nel dormitorio durante l’ora del riposo pomeridiano», visto che è una delle precauzioni che l’Ausl ha caldeggiato per contrastare l’infestazione da ossiuri (cioè i vermi intestinali) che si è diffusa in alcune scuole. Lo denunciano, in una lettera pubblica, alcuni genitori di una sezione della scuola d’infanzia. I genitori spiegano che per arginare il problema l’Ausl avrebbe raccomandato anche il lavaggio frequente delle mani e la sterilizzazione quotidiana della biancheria e altre cose, oltre appunto alla lontananza dai peluche. Ma lamentano che si tratterebbe di indicazioni tardive, frammentarie e poco efficaci, e quindi i genitori chiedono interventi più efficaci e meglio coordinati da parte dell’Ausl.

L’Ausl: i peluche non potranno entrare in dormitorio

I casi accertati a Bologna nel 2015 di ossiuriasi (cioè i vermi intestinali) sono stati 46 (3 dei quali riguardanti adulti), l’Ausl era a conoscenza di quanto segnalato da alcuni genitori della scuola dal 26 gennaio, e «una accurata igiene personale, con particolare attenzione per il lavaggio delle mani e delle parti intime, e la pulizia regolare degli ambienti sono le fondamentali norme di prevenzione». È la risposta della Ausl alle osservazioni di un gruppo di genitori dopo che, tra le altre cose, tra le precauzioni da adottare per evitare il contagio era stato suggerito anche di non portare peluche in dormitorio. Gli operatori del dipartimento delle cure primarie e del dipartimento di Sanità pubblica dell’azienda Usl di Bologna, spiega l’azienda stessa, hanno fornito tempestivamente, già il 29 gennaio, attraverso una lettera inviata alle famiglie, al personale scolastico e ai pediatri di libera scelta, le indicazioni di prevenzione e profilassi appropriate. Successivamente, nel mese di febbraio, hanno incontrato genitori e personale scolastico. Il trattamento farmacologico, ricorda, che può essere prescritto dal pediatra o dal medico di medicina generale, «è efficace per la scomparsa dell’infezione, ma non è appropriato a scopo preventivo. La terapia farmacologica consiste nella assunzione di una singola dose di farmaco per via orale, da ripetere dopo due settimane, ed è raccomandata anche ai familiari e ai conviventi». Le infezioni da ossiuri, più frequentemente riscontrabili nei bambini sino a 14 anni, conclude poi, «sono estremamente comuni, ma non pericolose per la salute e si risolvono con una semplice terapia farmacologica e il rispetto delle comuni norme igieniche».