Il marò Latorre sta male: eppure il 12 aprile dovrebbe tornare in India

Massimiliano Latorre non si è ancora ripreso del tutto, anzi. E un servizio in edicola tra qualche ora del periodico Oggi torna a parlarne. «Non riesco a leggere bene», ha infatti spiegato il fuciliere di Marina a un giornalista del settimanale che lo ha incontrato durante la convalescenza che sta trascorrendo nella sua abitazione alla periferia di Taranto. «Per la prima volta – si legge in una nota del giornale – ha accettato la visita di un giornalista», che ne riferisce in un articolo corredato anche da foto esclusive.

La convalescenza di Latorre

«La malattia – prosegue Oggi – gli ha rubato diverse diottrie, e Latorre soffre anche di vuoti di memoria: la riabilitazione che il fuciliere di Marina sta facendo all’ospedale militare di Taranto è lenta e difficoltosa. L’ischemia che lo ha colpito ha lasciato segni profondi sulla sua salute: e la drammatica esperienza della prolungata detenzione in India, altrettanto. «Il direttore dell’ospedale e il personale sono molto attenti a Max», dice Paola Moschetti, la compagna di Latorre, che aggiunge anche che lo staff che ha in cura Latorre «si preoccupa per lui anche quando torna a casa dopo la terapia». Un percorso di riabilitazione e di lenta riconquista della normalità, quello del marò, su cui incombe la data del 12 aprile, il termine ultimo concesso dall’India per il suo rientro coatto a New Delhi. Un ritorno che lo vedrebbe tornare in ostaggio del gigante asiatico accanto al collega e compagno di sventure, Salvatore Girone, rimasto nel frattempo solo, in paziente e dignitosa attesa della risoluzione della vicenda. Un’attesa che dura da tre anni: tre anni di accuse, recriminazioni, intrecci diplomatici, tira e molla politici e rinvii processuali, che hanno destabilizzato le vite – e la salute – dei due militari vittime di una situazione che, da troppo ormai, ha reso le loro vite – e quelle delle loro famiglie – prede del tempo e del dolore.