I quotidiani del 23 marzo visti da destra. Dieci articoli da non perdere

Riflettori puntati sull’esito del primo turno delle provinciali francesi che decretano il successo del partito neo-gollista di Nicolas Sarkozy e l’exploit del Front National di Marine Le Pen, secondo partito di Francia. In Italia i quotidiani si occupano prevalentemente della sfida del dopo-Pisapia all’indomani dell’annuncio di non ricandidatura del sindaco di Milano e delle alleanze in vista delle regionali di fine maggio.

1) Sarkozy si riprende la Francia (Il Corriere della Sera pag.2)

È il gran ritorno di Nicolas Sarkozy a segnare le elezioni amministrative francesi. L’inviato a Parigi del Corriere sottolinea la svolta a  destra che ha premiato a sorpresa l’ex presidente francese tornato alla guida dell’Upm e la delusione per Marine Le Pen, che comunque passa dal 15 per cento al 25 e si attesta come secondo partito del Paese superando i socialisti di Hollande fermi al 20.

2) Test per l’Eliseo, Sarko sorpassa Le Pen (il Giornale pag 7) 

Ha vinto la destra, ma non l’estrema destra, bensì quella dell’Ump, la destra di Sarkozy, l’ex presidente della Repubblica dei miracoli. È questa la tesi del quotidiano della famiglia Berlusconi secondo cui le elezioni amministrative francesi rappresentano un test importante, «un altro voto locale sul lungo cammino della corsa all’Eliseo, nel 2017».

3) Il Front ha mancato il vero obiettivo. Ma ora fa meno paura ai francesi (La Stampa pag. 2)

La maggioranza dei francesi non ha più paura del Front National ma ritiene che non sia ancora capace di governare». È questa la riflessione del politologo francese Jean-Yves Camus che, intervistato da La Stampa, fa il punto sul primo turno delle amministrative francesi.

4) Pisapia libera Milano dai disastri arancioni (il Giornale pag 2)

Da tempi nei palazzi milanesi si mormorava che «Giuliano Pisapia non c’ha il fisico». Il resto lo hanno fatto i veleni ingestibili dentro il Pd, quel partito ingrato a cui l’avvocato ultrarosso aveva regalato nel 2011 un’insperata vittoria contro Letizia Moratti. Così il Giornale dà la notizia del forfait del primo cittadino milanese che ha ufficializzato la non ricandidatura. «Al suo attivo solo il registro delle coppie di fatto e una gay street».

5) Renzi studia l’interim alle Infrastrutture “Vado per cambiare” (la Repubblica pag.3)

Secondo Goffredo De Marchis l’interim assunto da Matteo Renzi dopo le dimissioni di Maurizio Lupi non sarà brevissimo anche se è naturale che il premier passi la mano prima delle regionali del 31 maggio. Il premier ha tutte le intenzioni di usare qualche settimana per modificare l’assetto del dicastero pesante finito nel mirino della magistratura. La famosa lotta «agli inamovibili che fanno blocco».

6) Dirigenti a rotazione e stop ai condannati. Piano anticorruzione per le società di Stato (La Repubblica pag. 2)

Una sfida alla corruzione in dodici pagine. Repubblica anticipa il decalogo contro gli illeciti messo a punto dal ministro dell’Economia Padoan e l’Authority anti-corruzione di Cantone. Si tratta di nuove regole per garantire massima pubblicità alla vita e alle scelte operative delle società pubbliche per prevenire la corruzione. «Un testo – si legge nell’articolo – che diventerà una bibbia anche per le società partecipate degli enti locali».

7) La verità sui prezzi delle case (il Giornale pag 1)

In prima pagina su il Giornale Nicola Porro fa il punto sul pessimo stato di salute degli investimenti sul mattone puntando l’indice sulle previsioni della Banca d’Italia che registrano la fine del boom dei prezzi delle case. I massimi si sono visti tra la fine degli anni ’90 e il 2006. «Anche noi – scrive Porro – siamo pessimisti, abbiamo una percentuale altissima di proprietari di casa, giusto o sbagliato i nostri ragazzi considerano l’impossibilità di comprarsi un immobile come un diritto negato». E questo a fronte di una tassazione record e nelle miopia del governo di distruggere anche questa forma di risparmio.

8) No ad altre dimissioni ma le intercettazioni vanno regolamentate (la Stampa pag.7) 

In un’intervista a tutta pagina su La Stampa il ministro dell’Interno Angelino Alfano fa il bilancio del governo dopo l’uscita del suo ministro Maurizio Lupi, sfiorato dall’indagine in corso sugli appalti delle Grandi Opere. Polemizza a distanza con Matteo Salvini, che lo accusa di non aver difeso la poltrona dell’amico («senti chi parla», ribatte Alfano), e nega che il premier Renzi voglia ridimensionare il Nuovo Centrodestra.

9) Letta, Matteoli e Maroni mediatori per ricucire con Fitto e Salvini (la Stampa pag.7)

Amedeo La Mattina fa il punto sull’intricato rebus delle alleanze regionali che vede il Cavaliere alle prese con la minaccia Fitto che potrebbe candidarsi in Puglia e presentare una lista alternativa a Forza Italia con suoi uomini. A lavorare per un’ultima mediazione, anche sul fronte dei rapporti con la Lega, sarebbero in pista Gianni Letta, l’ex An Altero Matteoli e l’ex ministro dell’Interno Bobo Maroni.

10) Salvini lancia la sfida per Milano: io in campo, facciamo le primarie (il Corriere della Sera pag.9)

Sulle prossime regionali qualche schiarita nel centrodestra. Il Corriere della Sera riporta la telefonata tra Berluisconi e Salvini per una possibile intesa non solo sul Veneto. Per il dopo-Pisapia il leader della Lega lancia le primarie e si candida: non sono superman, ma ci sono. Altrimenti sosterremo chi merita.