I quotidiani del 14 marzo visti da destra. Dieci titoli da non perdere

Il Giubileo del 2016 , annunciato a sorpresa da papa Francesco, e la morte del ventisettenne di Terni ucciso da un marocchino ubriaco occupano le prime pagine dei quotidiani odierni Riflettori puntati  anche sulla prevedibile incapacità del sindaco Ignazio Marino di fare fronte al grande evento e sulle risse interne alla Lega dopo la fuoriuscita di Tosi.  Sullo sfondo le scie dell’assoluzione di Berlusconi che continua a tenere banco nei commenti trasversali agli schieramenti e i malumori interni al Pd dopo il via libera al ddl sulle riforme costituzionali.

1) Vedrete gli daranno l’attenuante alcool (Libero pag. 1)

Nell’editoriale del quotidiano diretto da Belpietro, Mario Giordano ironizza amaramente sulla giustizia italiana con un’analisi della travegia di Terni che, dice, «si può raccontare sotto tanti punti di vista. Per esempio ci si può chiedere come mai,  due anni dopo. si possa ripetere un caso in tutto e per tutto simile a quello di Kabobo, il picconatore folle di Milano. Perché non impariamo mai nulla dal sangue versato». Era ubriaco – aggiunge – e, dunque, vedrete, alla fine se la caverà.

2) Espulso e richiedente  asilo: sgozza un giovane a caso (Il Giornale pag 2)

Massimo Malpica riassume la cronaca agghiacciante della morte del giovane italiano di Terni con un colpo l collo inferto con un pezzo di bottiglia rotta che gli ha tranciato la giugulare. L’assassino, il marocchino 29enne Amine Aassoul, era già stato espulso un anno fa – racconta il giornalista – tornato via mare a maggio scorso e, da ottobre, in attesa di conoscere l’esito della sua domanda. Un curriculum di criminale a tutti gli effetti che non è bastato a prevenire il peggio. Ora Alfano dice “basta sbarchi”  ma la destra (Lega e Fratelli d’Italia) non credono più alle parole del ministro dell’Interno.

3) Due anni di misericordia onnipotente, Giubileo compreso, per riconquistare il mondo. O farsi conquistare? (Il Foglio pag 1)

Tutti scrivono di un biennio trionfale – è l’analisi di Giuliano Ferrara del secondo anniversario del pontificato di papa Francesco – la «Chiesa cattolica ha ritrovato il suo pubblico, al box office c’è spesso il tutto esaurito. E mercoledì scorso, parlando dei vecchi, ne ha dtta una delle sue: state allegri, qualcuno dovrà pur cantare…». Ferrara si mostra scettico sulla capacità reale del papa di riconquistare il mondo: «San Giovanni Paolo II – scrive – aveva messo a fuoco il mondo con il suo protagonismo atletico, Benedetto XVI era stato in quanto capo della Dottrina delle fede il suo compagno d’arme». E il papa argentino? È presto per dirlo.

4) La caccia infinita al Cav: «In 4 anni ha dato 2 milioni alle Olgettine» (Libero pag.1)

Dopo l’assoluzione definitiva di Berlusconi per il processo Ruby la magistratura apre un nuovo coperchio in quella che Paolo Emilio Russo chiama la caccia infinita al Cav.  «Erano soldi suoi, presi dal conto corrente a lui intestato presso la Banca Monte dei Paschi di Siena – scrive il giornalista – dopo conteggi e accertamenti bancari. il Procuratore aggiunto di Milano, Pietro Forno, e i pm Tiziana Siciliano e Luca Gaglio, hanno verificato che Berlusconi ha finanziato per oltre quattro anni una ventina di ragazze… E il gioco ricomincia

5) Berlusconi e l’insofferenza per Salvini «il populista» (il Corriere della Sera pag.1)

Berlusconi si sarebbe proprio rotto delle intemperanze del leader della Lega, è l’analisi di Francesco Verderami, che in un lungo articolo sottolinea il malessere del Cavaliere per quella che  chiama «una testa matta». Non gli va giù il modo in cui Salvini lo tratta. Dopo essersi sentito definire un leader «del passato» non è escluso che l’ex premier lavori per un accordo con Flavio Tosi in Veneto.

6) «Rischio scissione nel Pd? Se l’Italicum non cambia…» (Libero pag.1)

Intervista di Giancarlo Perna a Gianni Cuperlo sui continui mal di pancia nel Pd per l’accelerazione di Renzi sul cammino delle riforme dopo il blitz alla Camera. Una premessa è d’obbligo per lo sfidante del premier alle primarie: perché un dc si è preso il Pd? «Per i molti errori fatti prima di lui e non solo da Bersani», dice Cuperlo che sottolinea come l’ex sindaco di Firenze sia di un’altra cultura e avverte: ogni volta che la sinistra si è divisa, ha fatto passi indietro però «è bene che Renzi rifletta sulle modifiche che gli abbiamo proposto sulla legge elettorale. Se no, gli voteremo contro».

7) «Ora scuole più autonome poi tocca all’università» (il Messaggero pag 7)

La titolare dell’Istruzione Stefania Giannini in un’intervista a tutta pagina spiega la “sua” riforma della scuola che ha già suscitato una pioggia di critiche e distinguo. «Il prossimo anno la scuola avrà il 10 per cento di insegnati in più. Per la prima volta si trovano risorse aggiuntive da destinare…». Ma non è tutto oro quello che luccica: a partire dalla sperequazione tra gli istituti poveri e quelli ricchi. Le regioni dove vivono famiglie con reddito inferiore avranno scuole peggiori? «Certo, il rischio c’è» risponde la ministra.

8) «Giusto tornare all’uomo forte in Rai e solo il governo è in grado di sceglierlo» (il Corriere della Sera pag. 12)

In un’intervista a tutta pagina di Paolo Conti, Ettore Bernabei, 94 anni portati splendidamente, confessa la sua idea di Rai dopo il blitz annunciato da Renzi. L’ex direttore generale di viale Mazzini si dice favorevole all’uomo forte «perché le tante soluzioni collegiali hanno funzionato poco». La Rai motore culturale come la Bbc? «Certo, la Bbc è l’unico servizio pubblico europeo che difende i legittimi interessi economici e culturali del Paese».

9) La svolta di Varoufakis: le promesse elettorali? Siamo pronti a rinviarle (il Corriere della Sera pag 14) 

Non una rivoluzione, ma un negoziato permanente. L’inviato del Corriere a Cernobbio fa il punto del cambio di marcia del ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis,  che da rivoluzionario doc, pronto a rovesciare i tavoli europei, si sta dimostrando molto più mite e incline al compromesso. Il ministro di ferro si presenta a Cernobbio con un denso repertorio di proposte, offerte, aperture, appelli. “Siamo pronti a rivedere le promesse elettorali se sarà necessario per dare fiducia all’Europa».

10) Tosi scende in campo contro Zaia. Salvini lo snobba: avanti di 8 punti (il Giormale pag 8)

Il sindaco di Verona annuncia la candidatura ma il leader leghista ostenta un grande ottimismo sull’esito delle regionali e non si mostra preoccupato. Sarebbero otto – scrive Paolo Bracalini – i punti di vantaggio sul Pd in veneto, anche con Tosi in campo. Dopo il consiglio fenerale della Lega, Salvini sfodera soddisfatto i “suoi” sondaggi. Anche se, a leggere i numeri di Ixè, per le baruffe con il sindaco di Verona il Carroccio avrebbe già perso per strada lo 0,7 per cento.