Il governo smentisce Bolognesi (Pd): giusta la libertà a Mambro e Fioravanti

Il Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria e l’ispettorato generale del ministero della Giustizia «hanno evidenziato la mancanza di elementi dai quali desumere che i provvedimenti assunti dal Tribunale di Sorveglianza di Roma» in favore di Giusva Fioravanti e Francesca Mambro «siano stati adottati in violazione di norme procedimentali o sostanziali o per altre ragioni rilevanti in sede disciplinare. Non si ritiene pertanto necessario avviare ulteriori attività ispettive al riguardo».
Il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri smentisce, rispondendo, nell’Aula della Camera, a un’interrogazione del parlamentare Pd Paolo Bolognesi e presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime del 2 agosto, il quale sosteneva che la concessione della libertà condizionale a Valerio Fioravanti e Francesca Mambro era avvenuta in violazione di legge.

L’Associazione delle vittime contro la libertà a Mambro e Fioravanti

Bolognesi, che ora si dice «insoddisfatto» della risposta del sottosegretario Ferri, pretendeva addirittura che venisse svolta un’indagine ispettiva sui magistrati che avevano concesso la libertà condizionale a Mambro e Fioravanti e sulle procedure adottate che avevano mandato in libertà condizionale coloro che sono stati ritenuti dalla magistratura i due esecutori della strage di Bologna condannati a ben 7 ergastoli ciascuno.
«Il sottosegretario non ci ha convinto affatto – si lagna ora il presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime del 2 agosto – Ferri ha sostanzialmente affermato che i due stragisti hanno dimostrato un «sicuro ravvedimento», che hanno «vanamente tentato di prendere contatti con i congiunti delle persone uccise nella strage di Bologna» e che i provvedimenti assunti dal Tribunale di Sorveglianza di Roma non sono stati adottati «in violazione di norme procedimentali».
«In realtà – sostiene Bolognesi – la prova dell’avvenuto ravvedimento fu basata solo su un appello di varie personalità in relazione alla attività prestata dai due a favore della associazione “Nessuno tocchi Caino“, che era stata tra i promotori di una campagna mediatica di disinformazione, abilmente orchestrata, con la diffusione dell’appello “E se fossero innocenti” a favore di Mambro e Fioravanti».