“Viva i partigiani jugoslavi”, firmato falce e martello. Violato il Ricordo

Dopo settant’anni i nostalgici dell’odio, goffi epigoni della guerra civile, sono ancora all’opera. “Viva partigiani jugoslavi” è la scritta  di tre metri per cinquanta apparsa sul muro d’ingresso della Casa del Ricordo di Roma, inaugurata qualche giorno fa in memoria dell’esodo giuliano-dalmate e degli infoibati. Il capolavoro  è stato realizzato nella notte, all’indomani della celebrazione della Giornata del ricordo.

Scritte e martellate sulla Casa del Ricordo

Oltre alla scritta firmata rigorosamente falce e martello che ha imbrattato la sede che verrà aperta al pubblico a marzo, gli emuli made in Italy del criminale Tito hanno preso  a martellate l’insegna e il citofono dell’edificio, in via di San Teodoro a due passi dal Circo Massimo, realizzato dalla passata amministrazione comunale. «Estremisti di sinistra, negazionisti, vìolano come ogni anno il ricordo della tragedia giuliano-dalmata, questa volta con un atto vandalico inqualificabile», ha commentato a caldo Andrea De Priamo di Fratelli d’Italia, già consigliere comunale di Roma Capitale, uno promotori della “Casa del Ricordo”, che ospita tra l’altro un prezioso Museo storico che colleziona i documenti originali di una storia dimenticata per mezzo secolo dalle istituzioni, dall’intelligenza progressista e dagli storici a senso unico.

AAA cercasi condanna delle istituzioni

Forse per lavare decenni di insabbiamenti della verità, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, di provata fede progressista, ha affidato a un tweet la sua condanna istituzionale: “imbrattata la Casa del Ricordo. Diciamo no a chi prova a cancellare la nostra memoria condivisa”. Ora si attende lo sdegno delle più alte cariche dello Stato. Dopo la clamorosa gaffe di Laura Boldrini, che su Twitter ha scambiato il numero della legge che istituisce il Giorno della Memoria (92) con la data (ha scritto 1992. invece che 2004), il solerte ufficio stampa della Presidenza della Camera potrebbe dare un segnale di vita. Non è mai troppo tardi.