Il premier libico: il mondo ci aiuti. Renzi attendista: la guerra? Ancora no

Chiedo alle potenze mondiali di sostenere la Libia e intraprendere azioni militari, o questa minaccia si sposterà nei Paesi europei, in particolare l’Italia“: è il monito del premier libico Abdullah al Thani, un drammatico appello lanciato all’Occidente e agli altri paesi dinanzi all’inesorabile avanzata dell’Isis  in un’intervista pubblicata sul sito web della Reuters.

Al Qaida e Isis sono già a Tripoli

Abbiamo la conferma – dice al Thani – che al Qaida e l’Isis sono a Tripoli e nei pressi di Ben Jawad (a est di Sirte)“. Rispetto alla situazione politica interna, il premier ha sottolineato che “il dialogo è l’unica strada per salvare la Libia” ma che “i colloqui devono partire dalla constatazione che il Parlamento (costretto a riunirsi a Tobruk), è l’unica assemblea legittimata, questa è la nostra linea rossa”. Il premier ha infine avvertito che “se il dialogo fallisce, c’è un’altra opzione, l’uso della forza militare”.

Renzi: non è il momento di fare la guerra

E mentre di ora in ora la situazione libica appare peggiorare considerevolmente il premier Renzi sull’opportunità di un intervento armato mette le mani avanti: “Non è il momento per l’intervento militare, apprezzo molto che sulla politica estera non ci siano divisioni tra i partiti. Vedremo che fare quando sarà il momento ma è bene che su una situazione di politica estera delicata il paese non si metta a litigare”. “La proposta- ha continuato Renzi intervistato dal Tg5 – è aspettare che il Consiglio di Sicurezza dell’Onu lavori un po’ più convintamente sulla Libia, anche se è comprensibile che ci siano altre questioni: l’Ucraina, la Siria e l’Iraq, il Medio Oriente…”.