Terrorismo islamico: l’Italia dorme, la Spagna ha già fatto le sue scelte

Contro il terrorismo islamico tutti si muovono con decisione tranne l’Italia. Tutti si sono messi in moto per tutelare il proprio Paese, cercare di difenderlo, porre dei paletti mentre il governo Renzi si limita a dichiarazioni fumose. Bisogna correre ai ripari per contrastare la Jihad e gli arruolamenti su internet che precedono quasi sempre i viaggi verso le zone di guerra del Medio Oriente dove si svolge anche l’addestramento dei nuovi combattenti che precede il loro impiego nelle azioni di battaglia vera e propria. E non si tratta di Paesi dittatoriali o deve le libertà vengono conculcate da governi illiberali.

Patto contro il terrorismo islamico

In Spagna, il Parlamento ha dato il via libera alla proposta di legge congiunta presentata dal Partito Popolare al governo e dai socialisti del Psoe all’opposizione, contenente le misure per la lotta al terrorismo islamico. La proposta di legge identifica nuovi reati nel Codice penale  per combattere l’estremismo jihadista, fra i quali l’arruolamento su internet e i viaggi di iniziazione e addestramento in zone del conflitto. Nessuno degli altri gruppi parlamentari ha votato a favore del “patto anti-terrorismo”, sostenendo che non si tratta di un accordo di Stato, bensì di un’intesa «bipartitica ed elettorale», che avalla l’introduzione dell’ergastolo nel Codice penale. Con questa motivazione hanno votato contro l’iniziativa di legge i partiti della Izquierda Plural (Sinistra Plurale), gli indipendentisti di Esquerra Republicana de Catalunya e il Partido Nacionalista Vasco (PNV), mentre il partito costituzionalista Union Progreso y Democracia (UpyD) e Convergencia i Union (CiU) si sono astenuti.