Jobs act, dal Pd siluro a Renzi. Speranza: “Il governo ha sbagliato”

Jobs act, parte dal Pd un siluro a Renzi. Non usa mezzi termini il capogruppo Pd alla Camera Roberto Speranza: “Il governo ha sbagliato a non tener conto del parere delle commissioni Lavoro di Camera e Senato sui licenziamenti collettivi”. L’esponente del Pd fa partire la bordata durante un’iniziativa a Parma. “Deve essere a tutti chiaro che se viene meno la necessaria sintonia tra parlamento e governo non si va da nessuna parte”. Il Jobs act è insomma una materia troppo scottante per non lasciare strascichi pesanti dentro il partito del premier.

Rispettare  il ruolo autonomo del parlamento

“Se è vero – ha sostenuto Speranza – che i pareri non sono formalmente vincolanti, è un errore non averli presi in considerazione. Le sfide che il Paese ha di fronte richiedono non solo una convinta determinazione nell’azione di governo ma anche un ruolo autonomo e autorevole del Parlamento”.  Se il governo pretende di scavalcare il Parlamento, come ha fatto – a parere di Speranza sulla questione del Jobs act – “non sarà possibile vincere la sfida riformatrice che il Pd ha giustamente lanciato” .

Instabilità a sinistra per Renzi

La vicenda del Jobs act sta insomma creando un nuovo fronte di instabilità a sinistra per Matteo Renzi. I primi segni di nervosismo sono partiti da  Laura Boldrini:  «Forse – ha detto la presidnete della Camera – sarebbe stato opportuno tenere nel dovuto conto i pareri non favorevoli delle commissioni» . Le hanno replicato prima Graziano Delrio, poi Debora Serracchiani e infine Lorenzo Guerini: «Le commissioni hanno espresso pareri articolati» ha detto il vicesegratario dem, «che non sono vincolanti ma consultivi. Sta al governo decidere se recepirli».Da ricordare anche che la Boldrini recentemente affermato, con chiara e polemica allusione al presidente del Consiglio, che «l’idea di avere un uomo solo al potere, contro tutti e in barba a tutto a me non piace, non mi piace». Il Jobs act rischia di essere fatale per Renzi.