Italicum, torna l’atavico dilemma: no ai nominati, sì alle preferenze?

In un’intervista al quotidiano di Ezio Mauro la Repubblica l’esponente Pd Francesco Boccia esorta al confronto fra i leader sulle riforme e, sull’Italicum, conferma un secco no alle liste bloccate. «Niente capilista bloccati, ma preferenze – spiega – è l’unico antidoto vero al populismo. Settanta per cento di candidati eletti con questo sistema, ai partiti al massimo un trenta per cento di nominati».

No ai capilista bloccati

È in questi termini che l’onorevole democrat, che invoca un confronto diretto tra i leader in merito alle “trattative” sulla legge elettorale, vorrebbe riaprire alla Camera la discussione sul cosiddetto emendamento Gotor, «strozzato» al Senato. «Io penso – dice intervistato da Repubblica che in cuor suo anche il segretario vorrebbe le preferenze. Una serie di circostanze l’hanno spinto su un’altra strada. Ora magari le circostanze sono cambiate. Renzi sia fermo nel chiedere il rispetto dei tempi ma anche umile nel sapere ascoltare».

I problemi di Renzi

«Berlusconi – sottolinea  Boccia qualche passaggio più avanti – è uno che conosce bene il consenso diretto, la scelta da parte dei cittadini, quindi le preferenze. Qualsiasi capo partito lungimirante può benissimo accontentarsi di portare a casa il trenta per cento di fedelissimi eletti». Inoltre – aggiunge – potrebbe essere interessato anche ad un’altra modifica: il premio di maggioranza «andrebbe allargato anche alle coalizioni apparentate, sul modello dei Comuni. E messa così credo che il centrodestra non la veda male». Ma i problemi di Renzi alle prese con l’Italicum non riguardano sic et simpliciter la rottura del patto del Nazareno con Berlusconi e la conseguente chiusura, annunciata dallo stesso leader azzurro, «a 360 gradi». Il punto di snodo – o di ristagno – è anche quello della scontro in atto – anche se tacitato in occasione dell’elezione presidenziale al Colle – tra Pd e dissidenti dem in Senato, pronti a tornare a minacciare battaglia, specie sul fronte dei capilista bloccati. Ma come detto lo scontro si giocherà in Aula: anche se non si capisce ancora bene come saranno posizionate le pedine.