Furti di rame, in manette 5 romeni che se la spassavano su auto di lusso

Furti di rame, incassi d’oro e macchine di grossa cilindrata. Si trattavano bene i romeni arrestati dai Carabinieri della Compagnia di Nicosia nella notte, cinque persone accusate di far parte di un’associazione per delinquere finalizzata ai furti e alla ricettazione di rame. Altre otto persone risultano indagate nell’ambito della stessa inchiesta. L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Enna, ha consentito di disarticolare l’organizzazione che, tra il 2013 e il 2014, avrebbe compiuto numerosi furti di rame a danno della Società Enel distribuzione spa, in diverse provincie della Sicilia. Il riciclaggio del rame avveniva attraverso persone del messinese. La banda avrebbe avuto la sua sede operativa a Caltanissetta. È in corso anche il sequestro di 13 autovetture di grossa cilindrata che secondo gli investigatori sarebbero provento dell’attività delittuosa.

Il business milionario dei furti di rame

Il business dei furti di rame riguarda in gran parte le linee ferroviarie e dta diventando un problema, oltre che di sicurezza, anche di costi a carico delle società che gestiscono la rete elettrica e quella ferroviaria. Secondo Franco Fiumara, il direttore centrale della Protezione aziendale del gruppo Ferrovie dello Stato, come spiegava questo articolo della Stampa, gli ultimi dati resi noti finora dall’organismo raccontano che nel 2013 i furti di rame sono aumentati del 12%in più rispetto allo stesso periodo di un anno prima, con un aumento di denunce e arresti attorno al 40%. C’è chi si porta via le grondaie e chi saccheggia i fili dell’illuminazione pubblica lasciando interi paesi al buio. Si depredano i cimiteri e si ruba lungo le linee ferroviarie. Da gennaio a maggio 2014 Fs stima che siano stati saccheggiati 343 mila chili di rame per un danno economico di 3 milioni e 700 mila euro. Risultato: treni fermi e non solo. Passeggeri furiosi e ladri in auto di grossa cilindrata…