Cristicchi difende il film sulla strage partigiana: no alle censure

Premette di non aver visto il film. Non era del resto facile vederlo, visto l’ostruzionismo feroce che ha colpito “Il Segreto di Italia”, la pellicola di Antonello Belluco che racconta la strage di Codevigo, compiuta dai partigiani a guerra finita. Ma ugualmente Simone Cristicchi ha voluto fare sulla sua pagina Facebook un endorsement a favore del regista e del suo lavoro, ritrovando negli attacchi e nella censura che li hanno investiti molto di quanto accaduto a lui con lo spettacolo “Magazzino 18” sul dramma dell’esodo istriano e giuliano-dalmata.

Il post di Cristicchi

«Non ho visto questo film, ma quello che è successo al regista Antonello Belluco e al suo “Il Segreto di Italia”, non mi stupisce più di tanto», ha scritto Cristicchi sul suo profilo, aggiungendo di non voler «entrare nel merito delle polemiche che questi argomenti portano con sé, ma ricordo bene cosa successe prima e in seguito al debutto del mio spettacolo teatrale “Magazzino 18″». «Purtroppo, con il coraggioso lavoro di Belluco, trovo molte similitudini: pregiudizi, censure, critiche ideologiche, insulti. Per fortuna, esiste una forma di promozione che nessuno può censurare. Si chiama “passaparola”. E allora…in bocca al lupo Antonello, e coraggio!», ha concluso Cristicchi.

La forza del «passaparola»

Il post dell’artista ha ricevuto quasi 3700 condivisioni e un numero simile di like, oltre a più di 500 commenti quasi tutti positivi e ansiosi di poter vedere la pellicola. Nonostante la censura e la difficoltà a farlo arrivare nelle sale, infatti, “Il Segreto di Italia”, grazie soprattutto all’ostinazione del suo regista e a quel passaparola cui ha fatto riferimento Cristicchi, ha trovato comunque una sua circolazione, seppur circoscritta, e ora è prossima l’uscita in Dvd, come ha spiegato lo stesso Belluco in un comunicato integralmente ripreso da Cristicchi.

Presto il dvd e il nuovo”Rosso Istria”

«Ad aprile-maggio usciranno il dvd, il libro sul percorso del film e il cd della colonna sonora. Stiamo lavorando – ha annunciato ancora il regista – perché questo progetto di verità continui. “Rosso Istria” è la sceneggiatura che andremmo a realizzare il prossimo anno, salvo impedimenti, per parlare delle foibe». «Lavoriamo perché sia riconosciuta la verità e perché su questa – ha concluso Belluco – si possano progettare il senso di identità, unità e pace che caratterizza un popolo come il nostro».