Arriva la Tasi: più cara dell’Imu per le case popolari

Il 16 ottobre bisognerà sborsare la prima rata della Tasi (la seconda il 16 dicembre) e la sorpresa è che chi abita in una casa popolare pagherà quest’anno una Tasi più cara dell’Imu versata nel 2012. Chi invece abita in una casa di pregio pagherà meno per la Tasi rispetto all’Imu di due anni fa. È quanto sostiene lo studio curato dal dipartimento Politiche fiscali della Cisl sulle 20 città capoluogo di regione, analizzando le delibere delle aliquote pubblicate sul sito del ministero dell’Economia. Il sindacato hamesso a confronto le due imposte considerando, come prima casa, tre tipi di immobili con rendita catastale di 300, 500 e 1.000 euro, e applicando le detrazioni deliberate dai singoli Comuni (senza considerare gli sgravi per i figli a carico, facoltà assegnata per legge ai singoli municipi). Praticamente la Tasi cala, rispetto all’Imu, al crescere della rendita catastale. «È necessario superare le iniquità di Tasi e Imu – chiede Maurizio Petruccioli, segretario confederale della Cisl – facendo pagare proporzionalmente di più chi possiede più case e chi ha più valore catastale, anche per restituire risorse alle famiglie che hanno meno». La ricerca della Cisl ha mostrato che in 11 città su 20 migliaia di cittadini, tra i ceti sociali più bassi, per una rendita catastale di 300 euro dovranno pagare la Tasi, quando prima l’Imu (in 9 casi su 20) costava «zero», grazie alla detrazione prevista per l’abitazione principale pari a 200 euro (indipendentemente dalla rendita catastale). Quest’anno per la tassa sui servizi indivisibili (illuminazione e manutenzione stradale e sicurezza) si oscilla dagli 11 euro di Milano ai 126 di Campobasso, passando per Venezia (46), Ancona (96), L’Aquila (100) e Bari (66), comprese Aosta (50) a Palermo (45). Il sindacato rivela anche che a Trieste, Trento, Bologna e Firenze, tenendo come riferimento sempre i 300 euro di rendita catastale, le amministrazioni locali hanno confermato l’esenzione totale dal pagamento della Tasi, così come avveniva per l’Imu. In altre città, invece, è stata mantenuta una progressione legata agli estimi catastali. Infatti i cittadini che abitano in case non di pregio pagheranno di Tasi meno rispetto a quello che prevedeva l’Imu: 16 euro a Roma (contro i 52 di due anni fa), 56 a Torino (dove se ne pagavano 89) e Catanzaro (61 contro 102). Addirittura dimezzata la Tasi a Potenza (26 euro contro 52). Per gli immobili con rendita di 500 euro, si pagherà invece una Tasi superiore all’Imu 2012 in 8 capoluoghi, tra i quali Venezia (194 euro invece di 136), L’Aquila (168 contro 111) e Palermo (243 contro 203). A Firenze l’aumento è di 1 euro (137 rispetto a 136). Si pagherà, invece, una Tasi più leggera, tra l’altro, a Roma (150 euro contro 220), Torino (167 contro 283) e Napoli (177 contro 220). Infine lo scenario cambia completamente se consideriamo un immobile con rendita catastale di 1.000 euro: sono solo due i Comuni capoluogo che pagano un importo superiore alla vecchia Imu (Trieste con 554 contro 455 euro e Firenze 484 contro 472).