La follia dei test Invalsi e la rabbia dei ragazzi: impossibili i quiz di matematica e fuori dai programmi

Test Invalsi ancora una volta davanti al plotone d’esecuzione dopo la prova svolta – uguale in tutta Italia – da circa 600.000 studenti di terza media. Tempi a disposizione  75 minuti per ciascuna materia, Italiano e Matematica. “Odiati ”in egual misura dagli insegnanti e dagli studenti, anche quest’anno i test hanno riservato le stesse incongruenze registrate gli anni scorsi e mai risolte. Se infatti per le domande di italiano – comprensione testi e analisi logica – i quesiti rispettano la didattica, le modalità di lettura e di analisi collaudate durante l’anno, i guai iniziano con la matematica: gli studenti trascorrono l’anno sulle equazioni, sull’algebra, i problemi di geometria e poi si trovano la maggior parte dei test sulla logica matematica e su quesiti di ragionamento, che sono un’ altra cosa. In una scuola romana gli insegnanti di matematica, per esempio, hanno messo a verbale che gli Invalsi di matematica non rispondevano ai programmi svolti. Meglio specificare per non far pagare agli studenti con un voto più basso il mancato allineamento tra programmi ministeriali e test Invalsi. È da quando sono entrati a regime che tutti gli operatori si lamentano ma le cose restano immutabili. Per esperienza sappiamo che alcuni professori l’ultimo mese prima degli esami si prestano anche fuori orario a queste esercitazioni fuori dal programma, ma altri non ci pensano neppure (non sono pagati per farlo). E infatti i test  sono stati giudicati ancora una volta «troppo difficili» per 1 studente su 3. Skuola.net ha sondato le opinioni dei ragazzi su quello che è considerato lo scoglio più arduo da superare in vista della promozione all’esame. Quasi un candidato su 3 ha ammesso di aver trovato la prova più difficile di quanto pensasse. La bestia nera degli studenti italiani resta la matematica., ben 6 candidati su 10 hanno infatti riferito che la parte più complessa è stata proprio questa.  Sette studenti su 10 hanno riferito che i prof non hanno aiutato nessuno. Il 22% degli intervistati ammette invece di aver avuto un aiuto dall’insegnante mentre un piccolo 8% racconta di aver avuto le risposte dal prof. Ognuno si autoregola, insomma, in base al buon cuore. Sollecitata sul tema il ministro Giannini si sta ponendo il problema  «se adeguare l’Invalsi a quello che i ragazzi fanno nel corso degli studi». Alleluia. Non è mai troppo tardi. Ma forse non sarebbe più logico abolirli del tutto? Considerando il fatto che gli Invalsi di medio periodo, fatti a maggio in classi campione alle elementari, medie superiori, vengono boicottati e lasciati in bianco dai ragazzi (con i prof consenzienti) non è del tutto inutile la loro validità?