Genitori aspiranti idraulici cercasi per la manutenzione delle scuole: è l’era Marino, bellezza!

Tinteggiatura delle pareti delle aule, riparazione di infissi, sostituzione di apparecchi per l’illuminazione, di componenti idrauliche e di impianti idrosanitari delle scuole, taglio dell’erba e valorizzazione dei cortili interni degli istituti. Bellissimo, cos’è? Un mega-piano di

ristrutturazione delle scuole romane più fatiscenti? Un piano di valorizzazione degli istituti scolastici finanziato con una parte del cospicuo Salva- Roma ? Macché. Si tratta di un piano di lavoro studiato furbescamente dal Comune di Roma per i genitori degli alunni, che dopo, prima o durante il loro lavoro ordinario, potranno diventare operai, elettricisti, idraulici e giardinieri, per il bene della scuola dei loro figli, che evidentemente è un bene solo per alunni e genitori ma non per chi dovrebbe averne cura, cioè Roma Capitale, cioè il sindaco Marino, che neanche dopo l’ossigeno del Salva-Roma ha il buon gusto di far vedere di saper spendere i denari pubblici. I dilettanti allo sbaraglio della sua Giunta colpiscono ancora, riversando la loro inettitudine sui genitori, che oltre a supportare da sempre i costi degli istituti con carta igienica, saponi, detersivi, fogli e materiale didattico vario, adesso potranno fare di più: adoperarsi per gli interventi di manutenzione grazie alla proposta di delibera che, se passerà nelle Commissioni comunali e nei Municipi, regolamenterà a livello cittadino nuovi modelli di partecipazione in ambito della manutenzione scolastica.

Tu chiamala se vuoi “partecipazione”, noi la chiamiamo incapacità organizzativa e mancanza di coraggio nel dichiarare la sicurezza degli istitutit scolastici una priorita assoluta. Questa proposta è stata presentata da Dario Nanni, presidente della commissione Lavori pubblici di Roma Capitale e Valentina Grippo, vicepresidente. Come mai si arriva a questa forma di volontariato? «Nonostante gli sforzi dei dirigenti e della comunità scolastica – rispondono i due consiglieri comunali del Pd – troppo spesso le scuole di Roma rimangono in stallo per mesi aspettando interventi a volte anche di piccola entità. Un bagno ostruito, un albero da mettere in sicurezza o un impianto da adeguare alle normative diventano oggetto di rimandi tra uffici scolastici, ditte e Municipi». E pensare che dovrebbero essere loro a oleare questo meccanismo. «Questo è un atto che restituisce alle scuole la loro dimensione primaria di spazi di aggregazione sociale e culturale e ne fa dei luoghi di cui tutto il territorio si prende cura». affermano candidamente gli amministratori. Qui siamo all’ammissione di incapacità, per non dire altro, perché ci stanno dicendo che la sicurezza di molte scuole non è garantita, né mai lo sarà, vista l’improbabilità di trovare folte schiere di genitori aspiranti imprenditori edili.  «Servono risorse, ma anche la capacità di dare risposte in tempi certi e rapidi – sentenzia Grippo – Ce lo chiedono i genitori, che spesso hanno le competenze professionali necessarie ma non possono utilizzarle per problemi burocratici come la stipula di un’assicurazione, che tuteli sia le forme di volontariato che i dirigenti scolastici, e ce lo chiedono gli stessi Municipi. È quindi necessario un intervento risolutivo anche in virtù dei poteri commissariali attribuiti ai sindaci per intervenire d’urgenza». Prendiamo atto che nella Roma di Marino «urgenza» e «interventi risolutivi» sono concetti che si possono coniugare con l’istituzione di un Albo dei Volontari che le scuole potranno attivare all’interno delle segreterie. Della serie, arrangiatevi come meglio potete…