C’è anche il “writer” pupillo di La Russa: “Mi ispiro al futurismo gotico”

Si ispira al movimento artistico “Panzerismo Ikonoklasta e Futurismo Gotico”, che detta così mette un po’ di soggezione. Ma quando parli con Flycat, nel suo stand all’esterno della sala dei lavori, scopri che la sua arte è alla portata di tutti, la puoi incontrare per strada, su un muro, sul vagone di un metrò ma anche nel salotto elegante di un appartamento del centro di Milano. In tanti, nella due giorni di Fiuggi, si sono avvicinati a Luca Massironi, “Flycat”, per chiedergli che ci facesse lì, a un evento di destra, lui così tatuato, così grunge, così troppo simile a quelli dei centri sociali… “Sì, mi guardano un po’ con sospetto, ma io non me la prendo: capisco che il mio look non è conforme agli schemi di molti qui, ma voglio rassicurare tutti. Io percepisco la vita attraverso l’arte e l’arte è democrazia, quindi non mi sembra strano che io sia amico di Ignazio La Russa e di Giorgia Meloni, quando lei era Ministro ho collaborato al suo tavolo tecnico sulla Street art e devo dire che fece un gran bel lavoro, non vedo niente di male a regalare la mia arte a chi la apprezza e loro la apprezzano. Così “Flycat” spiega, uno dei primi a importare dagli States – dopo 15 anni vissuti in California – l’arte dei “murales.
Certo, la destra ha fatto le sue battaglie contro gli imbrattatori di muri e metropolitane, “ma quella è un altra cosa, i veri writer hanno rispetto dei luoghi e delle opere, non deturpano, ma abbelliscono le città”, spiega l’artista. Non è un caso se lo stesso Ignazio La Russa abbia difeso pubblicamente la sua passione per i graffiti, al punto da confessare – qualche anno fa al “Corriere” – di essere andato a spiarli addirittura in territorio “nemico”. «Una volta mi sono travestito per entrare al Leoncavallo e vedere quei disegni. Bellissimi», disse La Russa, che a casa esibisce proprio un quadro di “Flycat”, ‘un’opera astratta di due metri per tre. Sia La Russa che la Meloni hanno sempre difeso pubblicamente l’arte metropolitana, ma nel rispetto delle regole. Ecco perché “Flycat” si sente perfettamente a suo agio nel ruolo di moderno interprete del futurismo. “Il mio futurismo gotico vive di opere in cui utilizzo le 26 lettere dell’Alfabeto latino romano, uno stile riassunto nel manifesto Lettere celesti”, conclude lo “street artist”. Che pare abbia abbattuto anche un altro tabù: fare del “rap” senza avere un colore politico…