Il Papa parla dei figli delle coppie gay e dei separati: sfide educative inedite. La Chiesa affronterà il tema della famiglia nel sinodo di ottobre

Papa Francesco ha incontrato i superiori generali degli istituti religiosi lo scorso 29 novembre e ha parlato delle sfide educative di chi deve trasmettere i valori della fede. L’accenno ai figli dei separati e delle coppie gay era inevitabile eppure è diventato subito motivo di attenzione privilegiata per “testare” il giudizio pontificio su uno dei temi caldi del dibattito politico e culturale. Occorre però, vista l’autorevolezza della fonte da cui provengono queste parole, ricostruire in modo esatto il contesto con l’aiuto di Civiltà cattolica, sul cui sito è possibile leggere il resoconto dell’incontro, in parte attraverso una sintesi in parte attraverso virgolettati attribuiti a Papa Francesco.

Dunque il Papa ha sottolineato che quello educativo è un “compito chiave” e ha raccontato di alcune sue esperienze a Bueons Aires insistendo sulla complessità delle situazioni familiari contemporanee. “Mi ricordo – ha detto – il caso di una bambina molto triste che alla fine confidò alla maestra il motivo del suo stato d’animo: ‘la fidanzata di mia madre non mi vuol bene’. La percentuale di ragazzi che studiano nelle scuole e che hanno genitori separati è elevatissima. Le situazioni che viviamo oggi pongono sfide nuove che per noi a volte sono persino difficili da comprendere. Come annunciare Cristo a questi ragazzi e ragazze? Come annunciare Cristo a una generazione che cambia? Bisogna stare attenti a non somministrare ad essi un vaccino contro la fede”. Come si vede, si tratta di un accenno a un tema delicatissimo che non riguarda tanto la legittimità delle coppie gay quanto l’accoglienza nella chiesa dei ragazzi e delle ragazze che crescono in quei contesti. Il tema della famiglia sarà del resto al centro del sinodo straordinario convocato per ottobre, in vista del quale è già stato diffuso ai vescovi un documento preparatorio in cui si sottolineano le problematiche inedite che la Chiesa si è trovata di fronte negli ultimi anni: la diffusione delle coppie di fatto, «che non accedono al matrimonio e a volte ne escludono l’ idea», le unioni tra persone dello stesso sesso, «cui non di rado è consentita l’ adozione di figli»; i matrimoni misti o interreligiosi, la famiglia monoparentale, «forme di femminismo ostile alla Chiesa», il diffondersi del fenomeno delle madri surrogate (utero in affitto). Ma soprattutto, «in ambito più strettamente ecclesiale, indebolimento o abbandono della fede» nel sacramento del matrimonio e nel «potere terapeutico» della confessione. Domande che attendono ancora una risposta ufficiale e partecipata da parte della Chiesa e che non possono certo essere affrontate estrapolando uno o due battute dai discorsi di Papa Francesco.