I libri della settimana: da Re Artù visto da Tolkien alla storia della censura, la fantascienza di Pennacchi, i servizi Usa

Ma il Grande Fratello Usa ci spia solo in questi ultimi mesi o da sempre l’Italia è un sorvegliato speciale? Per chi fosse interessato a queste e ad altre domande è utile la lettura del libro-inchiesta di Eric Frattini, Italia sorvegliata speciale (Ponte alle Grazie, pp.736, euro 23). L’autore ha rintracciato e studiato centinaia di rapporti segreti che già dal primo dopoguerra descrivevano tutti gli aspetti della vita politica, economica e sociale del nostro Paese. E gli agenti segreti statunitensi non hanno peli sulla lingua, quando si tratta di riferire dei misteri che circondano il rapimento e la morte di Moro, delle lotte intestine all’interno della Dc, dei rapporti di Berlusconi con il leader libico Gheddafi, dei militanti «di buona famiglia» delle Brigate Rosse, dell’ascesa e della caduta di Bettino Craxi.

Per la narrativa arriva un classico regalo di Natale ai fan di Tolkien, il poema inedito La caduta di Artù (Bompiani, pp. 304, euro 20), cui Tolkien pose mano prima di scrivere Lo Hobbit ispirandosi ai personaggi e alle ambientazioni delle saghe della tavola rotonda. Il figlio Christopher ha rimesso insieme gli appunti del padre facendo rivivere per gli appassionati un Artù in versione tolkieniana, eroe del bene ma anche personaggio amante delle sfide impossibili (la postfazione è di Gianfranco De Turris).

Dall’epica alla fantascienza con l’ultimo romanzo di Antonio Pennacchi, Storia di Karel (Bompiani, pp.352, euro 18,50) ambientato in una Colonia governata da ferree leggi e da rigorosi divieti dove un’umanità depressa vive nell’attesa del risveglio di una scintilla di creativa ingegnosità che coinciderà con la ribellione.

Le speranze fragili dei giovani degli anni Settanta sono racchiuse nel romanzo di Marco Montemerano, La ricchezza (Neri Pozza, pp. 272, euro 16,50). È la storia di Fabrizio Pedrotti, leader studentesco di un liceo romano, e dell’amico Giovanni, voce narrante del romanzo. Si parte da una fotografia: immagine nota ma che a un certo punto dell’esistenza torna a suggerirci la necessità di fare un bilancio dei decenni trascorsi.

Per gli appassionati di storia e di curiosità la casa editrice Giubilei Regnani ha invece dato alle stampe una storia delle censura, Assassini di libri (euro 13), in cui l’autore Fabio Giovannini ci spiega che i libri sono stati spesso uccisi nel nome della morale, nel nome di Dio (lo hanno fatto i cattolici con L’Indice dei libri proibiti e i musulmani con le persecuzioni contro chi offende il Corano) o della politica. Una tendenza che prosegue anche nei paesi più liberi e democratici e in forme più subdole, magari per seguire i dettami del “politically correct”.