A Rio de Janeiro topless collettivo contro la legge che lo vieta in spiaggia

Quando nel marzo scorso un loro topless a Copacabana scatenò quasi un caso diplomatico, le atlete danesi si giustificarono dicendo di non sapere che in Brasile era vietato. Come biasimarle: nessuno che non sia attentissimo alle faccende carioche potrebbe immaginare che nel Paese del Carnevale più discinto del mondo e delle supermodelle da calendario sia reato mostrare le curve in spiaggia. Invece, lo è. Per questo oggi, in occasione del primo giorno dell’estate, un gruppo di donne si è dato appuntamento sulla spiaggia di Ipanema, a Rio de Janeiro, per sfoggiare un topless collettivo. La manifestazione è stata lanciata su facebook e in pochi giorni ha registrato migliaia di adesioni al grido di «si può nelle soap opera, si può al carnevale, si può nella pubblicità e si può nei film: perché in spiaggia non si può?». Secondo la legge brasiliana, perché prendere il sole a seno nudo configura un oltraggio al pudore tale da comportare anche l’arresto. La norma divide l’opinione pubblica brasiliana, un po’ per l’evidente contraddizione sollevata dalla promotrici della protesta di oggi, un po’ perché c’è chi si interroga sulla sua reale efficacia. Il divieto, per esempio, non è servito a fermare le femen, che a luglio, in occasione della visita del Papa per la Giornata della gioventù, inscenarono una delle loro incursioni a petto nudo. La manifestazione di oggi è stata a suo modo ugualmente ideologizzata: quello del topless è stato fra i temi del femminismo e anche a Ipanema si è parlato di parità tra sessi. In Brasile la discussione va avanti dagli anni Ottanta, ovvero da quando le attiviste per i diritti delle donne ne fecero una pratica di liberazione. Però oggi, nella gran parte del mondo, il monokini è ormai totalmente sdoganato al di là di qualsiasi implicazione sui massimi sistemi, come ha ricordato anche il caso delle spontanee ginnaste danesi. «Da noi è molto comune», dissero tra l’altro. Anche i brasiliani, da parte loro, non sembrano inclini a farsene un cruccio e, anzi, sono stati proprio loro a “salvare” la manifestazione di oggi: di donne in topless, a dispetto dei molti like sulla pagina fb dell’iniziativa, alla fine se ne sono presentate pochine, una ventina, capeggiate dall’attrice Cristina Flores e dall’attivista Ana Rios. In compenso, hanno ottenuto l’ampio sostegno dei bagnanti che, uomini e donne, hanno applaudito all’iniziativa.