Tolentino, spariscono dai moduli della scuola le parole madre e padre. Insorgono i genitori e il centrodestra

L’ennesimo attacco alla famiglia? Ha creato scompiglio a Tolentino la dicitura “I genitore/tutore” e “II genitore/tutore” invece di “madre” e “padre” sul modulo per la creazione del registro on line dell’Istituto comprensivo “Don Bosco”, inviato alle famiglie degli studenti delle scuola media: l’obiettivo è dare ai genitori la possibilità di verificare via internet i voti e le eventuali assenze dei figli. In fondo al modulo, la striscia di carta da ritagliare e consegnare all’Istituto scolastico con la firma dei genitori per presa visione e la dicitura “incriminata” che ha suscitato l’immediata reazione di un esponente della Lega Nord Giuliano Bianchini, genitore di due studenti della media all’Istituto Don Bosco. Del caso si sono interessati l’europarlamentare Matteo Salvini e i rappresentanti della maggioranza di centrodestra che guida il Comune. L’attacco del pensiero unico della sinistra progressista ai pilastri su cui si fonda la famiglia sta facendo preseliti. Venezia, Bologna, Roma. L’attacco al “lessico familiare” è naturalmente la breccia da cui veicolare un’idea confusa e destabilizzante di famiglia. La levata di scudi del centrodestra ha fatto seguito a molte lettere inviate dagli stessi genitori dei ragazzi ai consiglieri comunali, che in questa comunicazione della scuola hanno visto una perdita dei valori fondanti della famiglia. «Intanto, come genitori – scrivono- abbiamo deciso che prima di riconsegnare il foglio aspettiamo l’invio di una seconda comunicazione dove le parole padre e madre tornino al loro posto oppure, qualora questo rappresenti un costo per la scuola, provvederemo a sostituirle al generico termine di genitore». Il vice preside Giancarlo Brachetti, autore della contestata circolare perché la dirigente è momentaneamente assente, ha ridimensionato l’episodio, «un malinteso, una scelta casuale. Dal momento che i genitori, per accedere al registro on line, debbono compilare il modulo inserendo ciascuno le proprie generalità, ho scritto soltanto I e II senza fare una graduatoria tra l’uno e l’altro». Nessun attacco alla famiglia tradizionale – si legge in un comunicato della scuola – se il prof. Brachetti «avesse saputo che questo avrebbe provocato tanto clamore sicuramente non avrebbe utilizzato quei termini». Il docente «ribadisce la sua buona fede e se qualcuno si è sentito offeso chiede umilmente scusa». Non c’è motivo di dubitare di queste spiegazioni. Ma vale sempre la pena vigilare.