Il diario scolastico come la legge: dev’essere uguale per tutti. Ma agli alunni l’idea non va giù

Toccate tutto, ma lasciate stare i diari, il piacere di andare in cartoleria, sentire l’odore della carta e scegliere quello che piace di più in una tradizione che si ripete ogni anno, a settembre, nei giorni che precedono l’inizio dell’anno scolastico. Ma a Verbania sembra che ci si debba arrendere allo stop deciso dalla preside. All’Istituto comprensivo “Pallanza” di Verbania che comprende, oltre ad asilo ed elementari, anche la media “Luigi Cadorna” la parola d’ordine è “Diario uguale per tutti”. Sul sito web della scuola è in evidenza un avviso che invita gli studenti a non comprare diari diversi da quello proposto dalla scuola. Quest’ultimo è realizzato da un consorzio di scuole locali e proposto al prezzo di otto euro a copia. Il prodotto che viene proposto si chiama “Diario Amico”. È stato realizzato da un’équipe composta da insegnanti, con pagine colorate che aiutano gli studenti dislessici, circolari già stampate per favorire la comunicazione con le famiglie e con la possibilità per i ragazzi di personalizzare la propria copertina. Tuttavia c’è un particolare non trascurabile: l’acquisto di “Diario Amico” è obbligatorio. A segnalare a Skuola.net la decisione dell’istituto è stato il genitore di una famiglia numerosa che, per contenere le spese, aveva già pensato a costruire da solo il diario scolastico dei suoi figli: «La scuola ha il diritto di scegliere i libri scolastici, di farti pagare il libretto delle giustificazioni e l’assicurazione, ma non il diario. Oltre al fatto che mio figlio ha già il diario, quest’anno gliel’ho stampato e rilegato personalmente, e in ogni modo potrei trovare almeno cinque diari che costano meno».  Niente più visite in cartoleria, quindi. In nome del risparmio e di un distorto concetto di… eguaglianza.