Il governo ottiene la fiducia. Letta si presenta con l’agenda Berlusconi

453 sì, la Camera ha dato la fiducia a Enrico Letta. Gli astenuti sono stati 17, i voti contrari 153. È l’atteso finale di una lunga giornata parlamentare iniziata con l’annuncio dello stesso Letta, di sospendere per giugno il pagamento dell’Imu sulla prima casa in attesa della più complessiva revisione delle tassazioni sugli immobili. «È un’importante vittoria del Pdl e del presidente Berlusconi, che non a caso avevano messo l’abolizione dell’imposta sulla prima casa fra i punti irrinunciabili per poter partecipare ad un governo di larghe intese e di pacificazione nazionale, nell’interesse dell’Italia e dei cittadini», ha subito commentato il presidente dei deputati Pdl, Renato Brunetta, ha commentato la presentazione del programma a Montecitorio. Letta, nel corso del suo discorso, ha annunciato tra i vari punti del governo, l’abolizione delle Province e del finanziamento pubblico ai partiti. In particolare, ha spiegato il presidente del Consiglio, «il sistema» di finanziamento pubblico dei partiti «va rivoluzionato», partendo dalla abolizione della legge in vigore. Allo stesso tempo è però importante «attuare quella democrazia interna ai partiti» prevista dalla Costituzione. Il programma annovera tra i punti salienti il no all’aumento dell’Iva, che era previsto per le prossime settimane; misure per le famiglie bisognose, la riforma di Equitalia e la detassazione delle nuove assunzioni.

Letta congeda anche il cosiddetto “Porcellum”: «La legge elettorale è legata alla forma di governo, ma dobbiamo qui assumere l’impegno che quella dello scorso febbraio è stata ultima consultazione elettorale con la legge vigente». Una riforma che non serve  «solamente per avere una maggioranza sufficientemente ampia e coesa in grado di garantire governi stabili, ma anche per restituire legittimità» alla politica. Letta si dice «certo che le forze politiche saranno in grado di trovare ottime soluzioni», ma all’aula di Montecitorio affida pure una riflessione personale: «Migliore della legge attuale sarebbe almeno il ripristino della legge elettorale precedente». Il premier dedica un capitolo a parte sull’alleanza con il centrodestra, alla luce di una considerazione storica: «Venti anni di attacchi hanno eroso ogni capitale di fiducia tra partiti e l’opinione pubblica è esausta di liti inconcludenti».  Sul futuro, Letta ricorre a una metafora: «Ho pensato molto al personaggio biblico di Davide nella valle delle nostre paure davanti al Golia di sfide gigantesche», invitando a «spogliarci della spada e dell’armatura che ci appensantirebbero. Ci servono il coraggio di mettere da parte prudenza politica e la fiducia».  «Riconosciamo – commenta il responsabile dei Dipartimenti del Pdl, Daniele Capezzone – elementi certi e non equivoci delle nostre proposte programmatiche  è un ottimo segnale e ne siamo molto positivamente colpiti. Ora siamo tutti insieme chiamati a passare alle realizzazioni concrete».