Foibe, nuove iniziative del Campidoglio: viaggi studio nei luoghi dell’orrore e una Casa del Ricordo a Roma

Due iniziative congiunte partono da Roma in nome della memoria storica, per ricordare la tragedia delle Foibe. La prima prende il via dalle scuole. Gli studenti delle superiori partiranno, la settimana prossima, per visitare i luoghi simbolo degli orrori perpetrati sul confine orientale dei partigiani di Tito. Sono 120 i ragazzi che, dal 19 al 21 marzo, trascorreranno tre giorni nei territori della Venezia Giulia, dell’Istria e della Dalmazia, accompagnati da venti docenti. Era ora che le scuole venissero coinvolte su questo capitolo di storia, spesso “sconosciuto” anche a certi insegnanti. La seconda iniziativa che sta mettendo a punto la giunta capitolina riguarda un centro studi, la Casa del Ricordo, da consegnare alle associazioni degli esuli per trasmettere alle future generazioni un dramma italiano a lungo dimenticato. «La cultura della memoria e questi viaggi che organizziamo», assicura il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, «sono molto importanti perché rappresentano un punto di contatto con gli orrori del Novecento. Saranno una grande scuola di umanità: questi ragazzi andranno nei luoghi delle foibe dove ci fu una vera e propria pulizia etnica e dove tanti italiani furono uccisi e questo li aiuterà a capire che non si deve mai venire meno ai valori del rispetto della persona umana». La sensibilità di molti giovani sull’argomento è percepibile. C’è voglia di studiare, di capire. Purtroppo «i giovani che scrivono frasi omofobe o anacronistiche sui muri delle scuole fanno sempre notizia, molto meno di quelli che invece stanno in classe a studiare e impegnarsi e ancor meno di quelli che rivivranno il dramma che ha stravolto il confine orientale dell’Italia nel secolo scorso», aggiunge l’assessore De Palo che accompagnerà i ragazzi. Non è la prima volta che si organizzano questi viaggi e, assicura chi vi ha partecipato, si torna cambiati, soprattutto dall’incontro con le persone di quelle terre, ascoltando i loro racconti. Si tratta di un filone di studi che presenta una documentazione molto ricca e in parte ancora inedita, tutta da divulgare. Per questo prende corpo il progetto Casa del Ricordo, «un luogo di studio che raccoglierà documenti e testimonianze degli esuli giuliano-dalmati». Sorgerà nel centro storico, assicura Alemanno, ma sono ancora in ballo tre opzioni per stabilire dove sorgerà questo “presidio” delle memoria. Per ora la struttura più “papabile” è quella di via di San Teodoro.