Berlusconi annuncia il sorpasso: «Siamo in testa, non servirà la grande coalizione»

15 Feb 2013 11:11 - di Priscilla Del Ninno

«Siamo in testa e vinceremo. Quindi non ci sarà bisogno di alcuna grande coalizione… Tra la gente, vedo e sento un grande entusiasmo, e nelle Regioni a me più vicine come la Lombardia abbiamo diversi punti di vantaggio». A nove giorni dal voto, è lo stesso Silvio Berlusconi dai microfoni di Radio Anch’io ad annunciare l’avvenuto sorpasso. Una rimonta conquistata sul campo nelle ultime settimane, malgrado i competitor sul ring della propaganda elettorale non abbiano risparmiato colpi sotto la cintura usando (dal comizio politico, alle aule dei tribunali, fino alla satira televisiva) tutte le armi a disposizione. Compresi silenziatori e megafoni, utilizzati dalla magistratura a corrente alternata per aiutare la sinistra in difficoltà per lo scandalo Monte dei Paschi, negli ultimi giorni scomparso dalle prime pagine. Silenziatori e megafoni che – ha aggiunto Berlusconi – potrebbero avvantaggiare anche Grillo. «C’è un grande scandalo su tutti, Mps, – ha dichiarato a Radio Anch’io il leader Pdl – dove la sinistra è dentro totalmente, e siccome sono preoccupati del fatto che noi stiamo sopravanzando, hanno chiesto una cortina fumogena alla magistratura, e infatti Mps sta sparendo».

All’opposto del silenzio dei pm, invece, c’è chi come l’ex tecnopremier ormai alle corde, continua a indirizzare fendenti a vuoto, rilasciando incautamente dichiarazioni offensive e insensate che oltretutto non fanno incassare punti nelle percentuali del gradimento elettorale. «Monti è disperato. Il cosiddetto centrino rischia di non raggiungere il 10% e di restare fuori dal Parlamento – ha dichiarato Berlusconi nell’intervista radiofonica – e questo porta disperazione nelle loro fila e a dichiarazioni insensate e prive di eleganza». Poi, tolta la maschera buonista al premier dimissionario, Berlusconi è passato a smascherare l’apparente nuovismo del M5S, rivelando che «l’80% dei candidati di Grillo non sono stati scelti in base ai curricula in rete, ma facevano già politica: sono di estrema sinistra, no tav o appartengono ai circoli sociali». Infine, sgomberando il campo dagli equivoci, e rispedendo al mittente le accuse strumentali rilanciate ad arte sulle dichiarazioni relative allo scandalo tangenti Finmeccanica e agli arresti eccellenti operati nell’ambito dell’inchiesta sugli scambi commerciali tra l’Italia e l’India, Berlusconi ha ribadito: «Non ho mai pronunciato la parola tangenti. Sono un reato e va evitato. E quando accade va punito», specificando di aver solo «fotografato la situazione internazionale per cui, in alcuni Paesi nei quali non c’è piena democrazia, o nei Paesi orientali, oltre gli appalti ci sono delle conidizioni a latere. Il che, tradotto, vuol dire la richiesta di costruire una scuola, o di fare una consulenza. Non rispondere a queste esigenze vuol dire non prendere l’appalto». Poi, smentendo le dichiarazioni allarmistiche di Monti secondo cui sarebbe in corso una nuova Tangentopoli («Lo escludo nella maniera più assoluta» ha sostenuto il leader Pdl), Berlusconi ha spezzato anche le frecce all’arco della satira militante anti-propagandistica. «L’imitazione di Crozza? Mi ha fatto ridere».

 

 

 

 

 

 

 

 

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