La satira di Crozza? Berlusconi ci scherza: “Non so, ho guardato Celtic-Juve…”

Gli sfottò di Crozza e Litizzetto a Berlusconi, la struggente nostalgia per l’Unione sovietica di Toto Cutugno, la coppia gay che vuole convolare a giuste nozze il 14 febbraio ma non può, persino l’appello allo ius soli… Un video elettorale di Nichi Vendola non avrebbe saputo fare di meglio. La prima serata del Festival di Sanremo in versione fazionalpopolare a dieci giorni dal voto sforna tutto l’armamentario di una sinistra con la bava alla bocca. Il canovaccio di Fazio–Litizzetto è andato oltre ogni previsione. Il pubblico in sala non gradisce, “vai a casa”, “no politica” è il coro indirizzato a un Crozza spiazzato. Non se li aspettava quei fischi interminabili: bianco in faccia, salivazione azzerata, impietrito. Vestito da Berlusconi in versione chansonnier Verdini- Aznavour, con le  banconote nel taschino, prova a minimizzare: «Ragazzi, amici… non fate così…», finché non viene in soccorso Fazio. «Calmi, state calmi. Così non vale – dice il bravo presentatore –  dobbiamo divertirci…». Peccato che sembra di assistere a un comizio del Pci degli anni d’oro. Un boomerang per la sinistra? Forse. Berlusconi, ospite di Mattino 5, ci scherza su, abituato ai fendenti della satira, maestro di comunicazione, dice di non averlo visto e di aver preferito «una bella partita con la vittoria della Juve contro il Celtic». Non approfittate del festival per farvi notare con due urli…», dice ancora Fazio. La versione ufficiale, neanche a dirlo, è quella della claque prezzolata, due facinorosi spediti da via dell’Umiltà per rovinare la festa al povero Fabio. I capistruttura di viale Mazzini si affrettano a comunicare che i “quattro gatti” sono gli stessi che contestarono Celentano nel 2002. Difficile da credere visto che le telecamere Rai non inquadrano mai la sala e si concentrano sul volto di Crozza. Perché l’ha fatto? «Perché ho pagato 168 euro per sentire le canzoni», racconta uno dei contestatori. Tutto qui. Per Bersani da Crozza arriva solo qualche tiepida battuta. Come fanno a convivere Pd e Sel? Facile.«Ti finisco la Tav, così puoi andare in Francia a sposarti» promette il Crozza-Bersani a Vendola. E a proposito di matrimoni gay arriva l’esibizione di Stefano e Federico. «Ci amiamo, ci siamo conosciuti a una festa, poi siamo andati a casa, che è diventata la nostra casa. Adesso dopo 11 anni di vita insieme vogliamo sposarci, ma la legge italiana non ce lo permette. Andremo a New York». Tagliato il bacio finale. E anche il tema delle unioni omosessuali è archiviato. Manca solo l’ultima chicca. Toto Cotugno che si esibisce in una canzone russa e confessa di avere una grande nostalgia per la Russia di una volta. “L’italiano vero” rimpiange la dittatura comunista. Che c’è di male? Ognuno ha i suoi gusti, si dirà. E se avesse rimpianto la Germania di Hitler? Lo avrebbero esiliato. Giustamente.